L’essenziale :
Che cos'è: si tratta di un accumulo anomalo di questo macrominerale nel flusso sanguigno. In un corpo sano è un evento raro, poiché i sistemi di filtraggio naturali eliminano le quote superflue.
Perché accade: le cause principali non sono legate alla dieta, ma a un uso eccessivo di prodotti farmaceutici (come alcuni lassativi o antiacidi) o a un uso improprio di supplementi alimentari.
I segnali da monitorare: disturbi digestivi (vomito, dissenteria), disturbi cardiovascolari (bradicardia, ipotesione), disturbi muscolari (debolezza dei muscoli, riduzione dei riflessi tendinei).
Come riconoscerlo a livello neurologico: letargia, sonnolenza e una sensazione di eccessivo rilassamento fisico e mentale. Vedremo le cause più avanti.
Dosaggio: la quota standard per un adulto si aggira tra i 300 e i 350 mg al giorno (standard EFSA). Per evitare accumuli, è preferibile scegliere forme organiche ad alta assimilazione, come il bisglicinato (Schuette et al, 1994) [2], e consultare un medico prima di cominciare ad assumere supplementi alimentari.
La soluzione: se la causa è un uso improprio di supplementi, è sufficiente sospendere il trattamento. Se il problema è di natura renale, il trattamento varierà a seconda della patologia. In ogni caso, al sorgere dei primi segnali è importante contattare un medico.
Il magnesio è un macrominerale essenziale, indispensabile per l'attivazione di oltre 300 reazioni biochimiche nel corpo umano (EFSA Journal, 2010) [1]. Nonostante il suo ruolo cruciale nella produzione di energia e nel benessere dei muscoli, l'assunzione di questo nutriente non deve superare il dosaggio raccomandato.
Sebbene la carenza di magnesio sia una condizione frequente, con sintomatologie anche gravi, è altrettanto importante saper identificare i segnali di un eccesso di questo elemento nel corpo: condizione nota come "ipermagnesemia". Alcuni dei segnali sono digestivi, altri muscolari e altri cardiovascolari.
In questa guida, scopriremo i sintomi associati a questa condizione, spiegheremo come riconoscerli e vedremo i rischi per la salute e i criteri scientifici per gestire correttamente il dosaggio quotidiano.
Sommario
Che cos'è l'ipermagnesiemia? La scienza dell'equilibrio.
Nel mondo dei minerali, non vale il principio: "Più è meglio".
Il magnesio va assunto seguendo il giusto dosaggio, ovvero quello raccomandate dall'EFSA o dal SINU, secondo quanto consigliato dal proprio medico di fiducia. Qui di seguito si trovano i valori del SINU, ossia quelli delle autorità italiane.
Valori di riferimento SINU per il magnesio
Di seguito trovate i valori di riferimento indicati dalla SINU per l’assunzione quotidiana di magnesio nelle principali fasi della vita adulta.
| Profilo | Valore SINU |
|---|---|
| Uomini adulti | 240 mg al giorno Fabbisogno di riferimento per l’uomo adulto. |
| Donne adulte | 240 mg al giorno Valore di riferimento per la donna adulta. |
| Gravidanza | 280 mg al giorno Il fabbisogno aumenta durante la gravidanza. |
Questi valori sono riportati a titolo informativo e aiutano a contestualizzare l’apporto quotidiano di magnesio.
Ora, l'ipermagnesemia si definisce come una concentrazione di magnesio nel corpo superiore agli standard di riferimento (generalmente sopra i 2,5 mg/dL). In condizioni normali, il corpo umano possiede sistemi di regolazione estremamente efficienti, dove i reni si occupano appunto di espellere i macronutrienti in surplus tramite le urine.
Questo avviene per tutti i minerali che vengono assunti tramite la dieta.
Infatti, se l'apporto di magnesio avviene esclusivamente tramite la dieta, il rischio di tossicità è pressoché nullo in soggetti sani, poiché l'intestino ne limita l'assorbimento e i reni ne accelerano l'espulsione (Jahnen-Dechent e Ketteler, 2012) [3].
Lo sapevate? A causa delle colture intensive, gli alimenti offrono sempre meno apporto di magnesio al nostro corpo. Nei suoli impoveriti, la concentrazione di magnesio si è ridotta fino al 25-30% rispetto al secolo scorso (SINU 2014) [4]. Ecco perché, se usati correttamente, i supplementi alimentari sono spesso fondamentali per il nostro benessere.
Questo squilibrio può allora presentarsi in due casi:
Ridotta funzione dei reni: se l'attività renale è compromessa, il corpo non è più in grado di eliminare il surplus, favorendone l'accumulo. Dato che il soggetto non è sano, anche la semplice dieta è in grado di rendere dannosi i livelli standard di questo macrominerale (Musso, 2009) [5].
Uso improprio di supplementi alimentari: dosaggi sbagliati di supplementi alimentari o l'uso cronico di alcune classi di farmaci (come alcuni antiacidi) tendono a causare la stessa problematica. Per questo è importante non assumere mai farmaci fuori dal controllo del proprio medico.
L'ipermagnesiemia è una condizione molto rara nei soggetti sani, ma richiede comunque una valutazione clinica se si manifestano segnali sospetti. Impariamo a riconoscerli.
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I principali segnali dell'eccesso di magnesio: qui una spiegazione dei principali
L'identificazione dei segnali legati all'ipermagnesiemia è necessaria per prevenire complicazioni. I segnali inviati dal corpo variano in base alla gravità della concentrazione del macrominerale nel sangue.
Ora vediamo i principali.
Disturbi digestivi [1]
Il primo segnale, spesso associato a forme di magnesio a bassa biodisponibilità (come l'ossido), è la comparsa di dissenteria e nausea. Questo fenomeno è causato dal cosiddetto effetto osmotico:
Il magnesio non assorbito richiama acqua all'interno dell'intestino, spesso provocando fitte addominali.
In questa fase, il corpo tenta di espellere il surplus del macrominerale prima che venga metabolizzato: ecco perché un altro sintomo può essere la dissenteria.
Va ricordato che la dissenteria può anche essere presente in soggetti senza ipermagnesemia, o addirittura con una carenza di magnesio, che però utilizzano integratori con ossido di tipo economico [2].
Meglio optare per il bisglicinato: secondo diversi studi, permette maggiore assorbimento in caso di livelli carenti senza fornire fastidiosi effetti collaterali.
La tollerabilità dépend aussi dalla forma scelta: per approfondire, consulta la nostra guida sui tipi di magnesio.
Segnali neurologici e muscolari (Soave et al, 2009) [6]
Altre problematiche possono essere di natura muscolare. Il magnesio funge infatti da bloccante naturale dei canali del calcio, a sua volta necessario per la trasmissione degli impulsi nervosi alle fibre muscolari.
Livelli troppo alti di magnesio possono portare a:
Debolezza a livello dei muscoli.
Riduzione dei riflessi tendinei.
A livello neurologico, invece, può causare letargia, sonnolenza eccessiva e confusione mentale, segnali di un rallentamento dell'attività sinaptica. Ma perché un elemento tanto fondamentale per la salute del corpo ha poi questo effetto sui muscoli e sugli impulsi nervosi?
In altre parole, il il magnesio può modulare l’ingresso del calcio nelle cellule e influenzare la trasmissione neuromuscolare.
Senza calcio, i neuroni non riescono a rilasciare i neurotrasmettitori necessari per trasportare i messaggi chimici. Questo meccanismo agisce come un freno biologico che rallenta la comunicazione tra il cervello e il resto del corpo, da cui tutte le problematiche sopra elencate.
Sintomi del sistema cardiovascolare (Al Alawi et al. 2018) [7]
Gli ultimi segnali riguardano il sistema cardiovascolare. Ora, il magnesio ha un effetto rilassante sulla muscolatura liscia dei vasi sanguigni. In concentrazioni non fisiologiche, questa proprietà può appunto causare ipotensione (pressione arteriosa eccessivamente bassa).
Quando il surplus è molto severo, si può arrivare a riscontrare bradicardia, ovvero un rallentamento del ritmo cardiaco.
In pratica, il cuore funziona grazie a piccoli impulsi elettrici. Per battere bene, ha bisogno di un equilibrio perfetto tra diversi minerali. Se uno di questi è presente in surplus, e il suo effetto è quello di decontrarre, il relax cardiavo diventa eccessivo: il cuore fa fatica a ricevere il segnale di contrarsi e il ritmo rallenta.
Sintomi principali dell’eccesso di magnesio
Panoramica dei segnali più comuni associati a un eccesso di magnesio, organizzati per apparato coinvolto e meccanismo sottostante.
| Apparato coinvolto | Segnali e manifestazioni comuni | Descrizione del fenomeno e causa sottostante |
|---|---|---|
| Gastrointestinale | Segnali frequenti Nausea, vomito, diarrea, dolori addominali | Risposta immediata dovuta all'effetto osmotico, con richiamo di acqua nel lume intestinale. |
| Sui muscoli | Coinvolgimento muscolare Debolezza diffusa, riduzione dei riflessi | Il blocco dei canali del calcio riduce la capacità di contrazione delle fibre muscolari. |
| Neurologico | Sistema nervoso Letargia, sonnolenza, confusione | Rallentamento della trasmissione sinaptica e del rilascio di neurotrasmettitori. |
| Cardiovascolare | Sistema cardiovascolare Ipotensione (pressione bassa), bradicardia | Eccessivo rilassamento della muscolatura dei vasi e alterazione del ritmo cardiaco. |
Nota: questo schema aiuta a visualizzare rapidamente i principali effetti di un eccesso di magnesio sui diversi sistemi dell’organismo.
Cause comuni: una guida alle tre classi principali
L'ipermagnesemia è una condizione che raramente si sviluppa con la sola alimentazione, perché un sistema digerente e renale sano è perfettamente in grado di gestire le quote (anche se eccedenti) provenienti dai cibi. Ci sono principalmente tre scenari principali che tendono a portare a un innalzamento critico.
Utilizzo improprio di farmaci da banco: mai senza consiglio medico
Molti prodotti utilizzati per contrastare la stitichezza o il reflusso gastroesofageo contengono dosaggi elevati di sali minerali specifici, tra cui appunto il magnesio.
Un impiego cronico o superiore alle indicazioni riportate nel foglietto illustrativo può causare un accumulo progressivo dei minerali nel corpo, causando questa e altre condizioni patologiche (Mordes & Wacker, 1977) [8].
Dosaggio sbagliato di integratori: ecco a cosa fare attenzione
I prodotti per la salute vanno assunti sempre sotto supervisione medica e solo se necessario.
Assumere formulazioni concentrate di minerali per periodi prolungati, senza una reale necessità o senza il parere di un professionista, può portare al superamento del limite massimo tollerabile. È quindi necessario attenersi ai Valori Nutritivi di Riferimento (VNR), per evitare che un supporto salutare si trasformi in un sovraccarico biochimico.
Si raccomanda, inoltre, di assumere prodotti per l'integrazione solo se si manifesta una carenza a monte.
Compromissione della funzione renale
I reni sono i principali organi responsabili del mantenimento dell'equilibrio idrosalino (ovvero dell'equilibrio dei sali minerali nel corpo umano).
In presenza di una ridotta capacità di filtrazione o di insufficienza cronica, la possibilità di eliminare il surplus attraverso l'urina diminuisce in modo drastico. In questi soggetti, anche un apporto considerato normale per una persona sana può diventare problematico, perché l'elemento rimane intrappolato nel flusso ematico anziché venire espulso correttamente [3].
Carenza vs eccesso di magnesio: confronto rapido
Per capire meglio come si manifestano gli squilibri di questo macrominerale, è utile confrontare le due condizioni opposte: apporto insufficiente e apporto eccessivo di magnesio.
| Caratteristica | Apporto troppo basso | Apporto eccessivo |
|---|---|---|
| Segnali comuni | Carenza Crampi muscolari, ansia, insonnia, tremori alle palpebre. | Eccesso Nausea, ipotensione, marcata debolezza, letargia. |
| Rischio principale | Fragilità ossea, aritmie cardiache, ipertensione. | Insufficienza respiratoria e bradicardia, nelle situazioni più gravi. |
| Soluzione | Integrazione mirata e dieta densa di micronutrienti. | Sospensione immediata dei supplementi e cure mediche. |
Nota: questo confronto è utile per distinguere rapidamente i segnali associati a un apporto insufficiente da quelli legati a un eccesso di magnesio.
Dosaggio e raccomandazioni
Prima di iniziare un trattamento a base di questo macrominerale, è necessario capire se vi sia una mancanza a monte e quale sia la cura ideale. In caso di carenza, dovuta a una dieta povera o a un'altra causa, i valori indicati dalle autorità europee sono comunque di 300-350 mg al giorno a seconda del paziente. I valori del SINU, come visto sopra, sono invece più bassi. Come è possibile che due organismi così importanti diano valori diversi?
La SINU, tramite i documenti LARN, calcola i valori Raccomandati per la Popolazione (PRI). Questa cifra (circa 240 mg) rappresenta la quantità minima necessaria per coprire lo standard alimentare del 97,5% della popolazione italiana. È, in un certo senso, la soglia di sicurezza per non andare in riserva.
L'EFSA, invece, stabilisce i Valori Nutritivi di Riferimento (VNR) che si trovano spesso sulle etichette dei supplementi alimentari (300-350 mg / per donne o uomini). Questa quota è più alta perché tiene conto di una dieta standard europea e punta a un livello ottimale di assunzione, considerando che non tutto il macrominerale ingerito è poi assorbito efficacemente dall'intestino.
Assorbimento reale: le diverse forme di magnesio a confronto
La resa effettiva può cambiare sensibilmente in base alla forma scelta: a parità di dose assunta, la quota realmente assorbita non è la stessa.
| Forma del mg | Dose assunta (esempio) | Quota realmente assorbita | Perché accade? |
|---|---|---|---|
| Ossido (inorganico) | 400 mg | Circa 16 mg (4%) | Ha una scarsa affinità con le membrane cellulari; può causare dissenteria perché richiama acqua nel colon. |
| Citrato (organico) | 400 mg | Circa 100-120 mg (25-30%) | Forma più biodisponibile, ma può avere ancora un leggero effetto lassativo se il dosaggio è alto. |
| Bisglicinato (chelato) | 400 mg | Oltre 200 mg (>50%) | Essendo legato a due molecole di glicina, sfrutta canali di trasporto riservati agli amminoacidi. È la forma più sicura per evitare accumuli intestinali fastidiosi. |
Nota: a parità di dose, la forma del magnesio può influenzare sia l’assorbimento sia la tollerabilità intestinale.
Scegliere la qualità per il benessere
Nel corso dell'articolo, abbiamo scoperto quali sono le cause più comuni di questa condizione, come prevenirla e come riconoscerla facendo attenzione ai primi segnali del corpo.
Noi di Nutripure raccomandiamo sempre di fare attenzione quando si acquistano supplementi, e invitiamo i nostri lettori a non utilizzare prodotti a base di minerali senza indicazione medica. Questo perché i supplementi, pur non essendo farmaci, devono essere assunti in maniera razionale e solo se necessario.
Per chi avesse bisogno di integrare questo macrominerale nella propria dieta, consigliamo l'utilizzo di magnesio bisglicinato.
Si tratta di un prodotto di terza generazione, con valori di assorbimento più alti rispetto all'ossido o al citrato, che evita i classici fastidi dei prodotti inorganici e di quelli organici assunti in dosaggi eccessivi (come il citrato). Il nostro prodotto è inoltre senza glutine, senza lattosio e vegan al 100%, senza additivi inutili.
Bibliografia
[1] EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies (NDA). (2010). Scientific Opinion on the substantiation of health claims related to magnesium pursuant to Article 13(1) of Regulation (EC) No 1924/2006. EFSA Journal, 8(10), 1807.
[2] Schuette, S. A., Lashner, B. A., & Janghorbani, M. (1994). Bioavailability of magnesium diglycinate vs magnesium oxide in patients with ileal resection. Journal of Parenteral and Enteral Nutrition, 18(5).
[3] Jahnen-Dechent, W., & Ketteler, M. (2012). Magnesium basics. Clinical Kidney Journal, 5(Suppl 1), i3–i14.
[4] SINU - Società Italiana di Nutrizione Umana. (2014). LARN - Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana (IV Revisione). Sics Editore.
[5] Musso, C. G. (2009). Magnesium metabolism in health and disease. International Urology and Nephrology, 41(2).
[6] Soave, P. M., Conti, G., Costa, R., & Arcangeli, A. (2009). Magnesium and anaesthesia. Current Drug Targets, 10(8).
[7] Al Alawi, A. M., Majoni, S. W., & Falhammar, H. (2018). Magnesium and human health: Perspectives and research directions. International Journal of Endocrinology, 2018, Article ID 4179326.
[8] Mordes, J. P., & Wacker, W. E. (1977). Excess magnesium. Pharmacological Reviews, 29(4).