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Cosa mangiare pre workout: la guida scientifica per ottimizzare l'energia

L’essenziale :


  • L'alimentazione prima dell'allenamento serve a ottimizzare le riserve di glicogeno, sostenere la disponibilità di energia e limitare il catabolismo muscolare durante lo sforzo.

  • Il timing è determinante: consumare un pasto completo 2,5-3 ore prima dell'esercizio oppure uno spuntino leggero 60-90 minuti prima migliora la tollerabilità digestiva e la disponibilità dei nutrienti.

  • Carboidrati e proteine rappresentano la combinazione più studiata per sostenere la performance e preservare la massa muscolare, mentre grassi e fibre andrebbero limitati nelle ore immediatamente precedenti l'attività intensa.

  • Se mancano meno di 30-45 minuti, è preferibile evitare i cibi solidi e orientarsi, se necessario, verso un'integrazione liquida facilmente assimilabile, con carboidrati e amminoacidi.

  • L'associazione di L-citrullina, BCAA (o EAA) e creatina monoidrato può supportare rispettivamente il flusso sanguigno, la disponibilità di amminoacidi durante lo sforzo e le prestazioni negli esercizi ad alta intensità.

  • Evitare grandi quantità di zuccheri ad alto indice glicemico circa un'ora prima dell'allenamento può ridurre il rischio di ipoglicemia reattiva. 


Molti sportivi dedicano grande attenzione all'allenamento, ma sottovalutano ciò che accade nelle ore che lo precedono. Eppure, l'alimentazione rappresenta uno dei fattori che possono influenzare in modo significativo la disponibilità di energia, il comfort digestivo e la qualità della performance, sia che si tratti di un allenamento con i pesi o di una sessione di cardio. 


Ma quali sono i cibi da prediligere? In realtà, non esiste un alimento "perfetto" valido per tutti: la scelta di cosa mangiare pre workout dipende dal tipo di sforzo, dall'orario in cui ci si allena e soprattutto dal tempo disponibile per la digestione. 



L'obiettivo principale non è infatti semplicemente quello di introdurre “benzina” nel corpo, ma di renderla disponibile nel momento in cui serve davvero. Se il pasto viene consumato troppo vicino all'attività fisica, l'organismo deve destinare una parte importante del flusso sanguigno allo stomaco e all'intestino per completare la digestione, causando un calo delle prestazioni, soprattutto durante esercizi ad alta intensità. 

Un corretto timing nutrizionale permette di arrivare all'allenamento con adeguate riserve di glicogeno, una glicemia più stabile e una buona disponibilità di amminoacidi durante l’esercizio [1] [2]. 

I macronutrienti ideali prima dell'allenamento


La composizione del pasto che precede l'allenamento influenza la disponibilità di energia, la stabilità della glicemia e la capacità di sostenere lo sforzo senza fastidi digestivi. 


  • I carboidrati

I carboidrati rappresentano la principale fonte di glucosio per l'organismo e costituiscono il substrato energetico predominante durante gli esercizi di intensità medio-alta. Dopo essere stati digeriti, vengono immagazzinati sotto forma di glicogeno nel fegato e nei muscoli, dove possono essere rapidamente mobilizzati per produrre ATP durante l'attività fisica.



Non tutti i carboidrati, però, hanno lo stesso comportamento metabolico. Gli alimenti ricchi di carboidrati complessi, come fiocchi d'avena, riso basmati, patate o pane integrale, rilasciano glucosio in modo più graduale, contribuendo a mantenere stabile la glicemia quando il pasto viene consumato alcune ore prima dell'allenamento. Al contrario, i carboidrati semplici, presenti ad esempio nella frutta matura o nel miele, vengono assorbiti più rapidamente.


Un adeguato apporto di carboidrati nelle ore precedenti lo sforzo contribuisce a preservare le riserve di glicogeno e a sostenere le prestazioni, soprattutto negli sport di resistenza e durante allenamenti prolungati [3].


  • Le proteine

    Sebbene i carboidrati rappresentino il principale carburante dell'allenamento, inserire una modesta quota di proteine magre nel pasto che precede l'esercizio può favorire una maggiore disponibilità di amminoacidi durante lo sforzo e nelle prime fasi del recupero. Questo contribuisce a sostenere la sintesi proteica muscolare e a limitare la proteolisi, ovvero la degradazione delle proteine del muscolo che aumenta durante esercizi intensi o prolungati [4]. 


Un apporto di circa 20-40 g di proteine di elevata qualità [5] è generalmente sufficiente a massimizzare la risposta della sintesi proteica muscolare. Tra le fonti mgliori, fesa di tacchino, albumi, yogurt greco magro o proteine del siero del latte (whey protein)


Il dibattito sul momento ideale di assunzione delle proteine resta aperto: scopri cosa dice la ricerca sul timing proteico rispetto all'allenamento.


  • Perché limitare grassi e fibre?

Sebbene siano componenti fondamentali di una dieta equilibrata, grassi e fibre non rappresentano la scelta ideale nei pasti che precedono un allenamento intenso [6]. Prima del workout è generalmente preferibile scegliere alimenti facilmente digeribili, riducendo le quantità di condimenti ricchi di grassi, frutta secca, legumi o verdure particolarmente fibrose.



Ciò non significa eliminare questi nutrienti dall'alimentazione, ma semplicemente distribuirli nei pasti più lontani dall'allenamento.



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La strategia in base al tempo: la crono-nutrizione Nutripure


Più che individuare un alimento ideale, è fondamentale adattare la scelta del pasto alla finestra temporale che precede l'allenamento (un concetto noto come crono-nutrizione).



Se mancano 3 ore: il pasto principale equilibrato


Quando si dispone di almeno tre ore, è possibile consumare un pasto completo e bilanciato, privilegiando carboidrati complessi, una fonte di proteine magre e una modesta quantità di grassi di buona qualità.


Ad esempio, una porzione di riso basmati con petto di pollo o fesa di tacchino e un filo di olio extravergine d'oliva aggiunto a crudo. In alternativa, un porridge preparato con fiocchi d'avena, della frutta fresca tagliata a pezzi e delle whey isolate, particolarmente indicato prima di sedute di forza o di resistenza.


Se mancano 60-90 minuti: lo spuntino leggero


Quando il tempo si riduce, anche il carico digestivo deve diminuire. In questa finestra è preferibile scegliere uno spuntino facilmente digeribile, ricco di carboidrati e con una quota limitata di grassi e fibre, così da mantenere stabile la glicemia senza rallentare lo svuotamento gastrico.


Una banana matura rappresenta una scelta pratica grazie al contenuto di carboidrati rapidamente disponibili. In alternativa, una galletta di riso con un sottile strato di crema di mandorle 100% può fornire energia senza appesantire la digestione, purché la quantità di grassi rimanga contenuta.


Se mancano meno di 30 minuti: la ricarica liquida mirata


Quando è necessario assumere nutrienti così vicino all'allenamento, la scelta può orientarsi verso un'integrazione peri-workout in forma liquida, caratterizzata da una rapida assimilazione e da un ridotto impegno digestivo. Soluzioni contenenti carboidrati facilmente disponibili, amminoacidi essenziali o BCAA e composti come la L-citrullina.


Tra le fonti di carboidrati rapidamente disponibili in formato liquido, le maltodestrine rappresentano una delle opzioni più utilizzate nello sport di endurance.

Ottimizzare la performance: i booster naturali Nutripure


L'integrazione pre workout non dovrebbe sostituire una corretta alimentazione, ma completarla quando il solo cibo non è sufficiente a soddisfare le richieste dell'allenamento. L’integratore Pure Workout di Nutripure privilegia ingredienti supportati dalla letteratura scientifica e dosati in modo efficace, evitando formulazioni eccessivamente ricche di caffeina sintetica, zuccheri o stimolanti che possono aumentare il rischio di tachicardia, nervosismo e del cosiddetto energy crash, ovvero un brusco calo di energia al termine dell'effetto stimolante.


Citrullina e arginina: più ossido nitrico, migliore apporto ai muscoli

La L-citrullina e la L-arginina sono precursori dell'ossido nitrico (NO), una molecola che può aumentare la disponibilità di ossido nitrico e favorire la vasodilatazione. Un maggiore afflusso di sangue significa un trasporto più efficiente di ossigeno, glucosio e amminoacidi ai muscoli, con possibili benefici sulla resistenza, sulla percezione della fatica e sul recupero.


Creatina monoidrato (Creapure®): energia per gli sforzi esplosivi

La creatina monoidrato è uno degli integratori pre-workout più studiati in ambito sportivo. Il suo meccanismo d'azione consiste nell'aumentare le riserve di fosfocreatina all'interno del muscolo, consentendo una più rapida rigenerazione dell'ATP, la principale fonte di energia per gli sforzi brevi e ad alta intensità.[3]


L'efficacia della creatina dipende soprattutto dalla saturazione progressiva delle riserve muscolari piuttosto che dal momento esatto dell'assunzione. Per questo motivo può essere assunta sia prima sia dopo il workout, purché l'integrazione sia regolare. Nutripure utilizza Creapure®, una materia prima nota per gli elevati standard di purezza e controllo qualitativo.


BCAA 2:1:1 da fermentazione vegetale

I BCAA (leucina, isoleucina e valina) sono aminoacidi essenziali che rappresentano una quota importante delle proteine del muscolo scheletrico. A differenza della maggior parte degli altri aminoacidi, vengono metabolizzati prevalentemente nel tessuto muscolare, rendendosi rapidamente disponibili durante lo sforzo come substrato energetico e come supporto alla sintesi proteica.[4]


Una formulazione nel rapporto 2:1:1, ottenuta da fermentazione vegetale, garantisce un apporto bilanciato dei tre aminoacidi ramificati senza ricorrere a materie prime di origine animale.

Cosa mangiare prima dell’allenamento in base al timing

La scelta tra pasto completo, spuntino leggero e integrazione dipende dal tempo disponibile prima dello sforzo, dalla digeribilità e dall’obiettivo dell’allenamento.

Tempo prima dello sforzo Pasto o spuntino consigliato Obiettivo fisiologico Soluzione integrativa
Circa 3 ore Pasto completo
Pasto solido equilibrato, con carboidrati, proteine e una quantità moderata di grassi e fibre.
Favorire la disponibilità di energia e contribuire al mantenimento delle scorte di glicogeno. Nessuna integrazione necessariamente richiesta: priorità a un pasto completo e ben tollerato.
60-90 minuti Spuntino leggero
Alimenti semplici, digeribili e con una quota moderata di carboidrati e proteine.
Fornire energia senza appesantire la digestione prima dell’allenamento. Whey Protein Isolate se la quota proteica del pasto o della giornata risulta insufficiente.
30-45 minuti Formato liquido
Bevanda facilmente digeribile, evitando pasti solidi abbondanti.
Supportare concentrazione, flusso sanguigno e disponibilità di nutrienti durante lo sforzo. Pre-workout Nutripure con citrullina, BCAA e creatina Creapure®, secondo dosaggio e tolleranza individuale.

Le quantità vanno adattate a durata e intensità dell’allenamento, sensibilità digestiva e apporto alimentare complessivo. La creatina agisce soprattutto con un’assunzione quotidiana regolare, non solo nella singola dose pre-workout.

Gli errori comuni da evitare nel pre-workout

Anche una strategia nutrizionale ben costruita può risultare poco efficace se vengono commessi errori, tra cui i più frequenti sono:


Allenarsi a digiuno completo senza protezione

Allenarsi a digiuno non è necessariamente un errore: in alcuni contesti, come sedute aerobiche a bassa intensità e breve durata, può essere una scelta praticabile per specifici obiettivi metabolici. Tuttavia, quando l'allenamento è intenso, prolungato o orientato allo sviluppo della forza e della massa muscolare, iniziare l'esercizio senza alcun apporto energetico o amminoacidico può aumentare il rischio di catabolismo, ovvero la degradazione delle proteine muscolari per ricavare energia.


Questo fenomeno è più probabile quando le riserve di glicogeno sono ridotte e la disponibilità di amminoacidi nel sangue è bassa. In questi casi, una piccola quota di proteine, aminoacidi essenziali (EAA) o BCAA, eventualmente associata a una modesta quantità di carboidrati, può contribuire a limitare la proteolisi e a sostenere la performance senza appesantire la digestione.



L'ipoglicemia reattiva

Un altro errore comune consiste nel consumare elevate quantità di zuccheri semplici, come dolci, bibite zuccherate o gel ad alto contenuto di glucosio, circa 30-60 minuti prima dell'allenamento. In soggetti predisposti, questo può determinare un rapido aumento della glicemia seguito da un marcato rilascio di insulina. Se l'esercizio inizia mentre l'insulina è ancora elevata, l'ingresso del glucosio nei tessuti, sommato all'utilizzo da parte dei muscoli, può provocare una transitoria riduzione della glicemia, nota come ipoglicemia reattiva.

I sintomi possono includere debolezza, capogiri, fame improvvisa e un precoce calo delle prestazioni, proprio nelle fasi iniziali del workout. Per ridurre questo rischio è preferibile scegliere carboidrati complessi quando mancano diverse ore all'allenamento oppure assumere carboidrati rapidamente assimilabili solo negli ultimi minuti prima dello sforzo o durante attività particolarmente lunghe[7].


Fonti


[1] Thomas D.T., et al. Position of the Academy of Nutrition and Dietetics, Dietitians of Canada, and the American College of Sports Medicine: Nutrition and Athletic Performance. J Acad Nutr Diet, 2016.
[2] Kerksick, C.M., et al. International Society of Sports Nutrition position stand: nutrient timing. J Int Soc Sports Nutr, 201.
[3] Thomas D.T., et al. Position of the Academy of Nutrition and Dietetics, Dietitians of Canada, and the American College of Sports Medicine: Nutrition and Athletic Performance. J Acad Nutr Diet, 2016.
[4] Morton R.W., et al. A systematic review, meta-analysis and meta-regression of the effect of protein supplementation on resistance training-induced gains in muscle mass and strength in healthy adults. Br J Sports Med, 2018.
[5] Tipton K.D., Wolfe, R.R. Protein and amino acids for athletes. J Sports Sci, 2004. 
[6] Al-Beltagi, M., et al. Exploring the gut-exercise link: A systematic review of gastrointestinal disorders in physical activity. World J Gastroenterol, 2025. 
[7] Brun J.F., et al. Exercise hypoglycemia in nondiabetic subjects. Diabetes Metab, 2001. 







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