L'essenziale
La vitamina K è una vitamina liposolubile che si distingue in due forme principali: la K1 (fillochinone), di origine vegetale, e la K2 (menachinone), di origine batterica.
La K1 è essenziale per la sintesi dei fattori di coagulazione a livello epatico, garantendo l'emostasi.
La K2 attiva proteine specifiche, come l'osteocalcina e la MGP, fondamentali per la salute delle ossa e la protezione dei vasi sanguigni.
La carenza di vitamina K può avere ripercussioni negative sulla salute delle ossa e sull'integrità del sistema vascolare.
La variante MK-7 della K2 è la forma più efficace grazie a un'emivita plasmatica che può raggiungere le 72 ore, garantendo un'azione costante.
In caso di assunzione di farmaci anticoagulanti, è indispensabile il parere del medico, poiché la vitamina K interagisce direttamente con i meccanismi di coagulazione.
Per decenni, la vitamina K è stata considerata esclusivamente come la "vitamina della coagulazione", un nome derivato dal tedesco Koagulation, introdotto negli anni '30 per descrivere la sua capacità di prevenire le emorragie (Dam, 1935) [1]. Relegata al suo ruolo primario nel fermare i sanguinamenti, la sua comprensione è rimasta a lungo limitata.
Tuttavia, la scienza moderna ha svelato che questa vitamina è molto più di un semplice tappo per le ferite: la sua frazione K2 agisce come un vero e proprio regolatore del calcio, proteggendo la salute delle nostre ossa e la flessibilità delle arterie (Booth, 2009) [2].
Sommario
Vitamina K1 vs Vitamina K2: diversi effetti sulla salute
Sebbene condividano il nome, le due forme di vitamina K seguono percorsi e compiti decisamente diversi nel nostro organismo. Ecco perché parlare di vitamina K in generale è un errore o, almeno, una generalizzazione impropria.
Scendiamo più nel dettaglio.
Vitamina K1 (Fillochinone)
Il fillochinone è la forma che troviamo comunemente negli alimenti di origine vegetale, come gli spinaci, la bieta e i broccoli. È la vitamina K "di emergenza": il nostro fegato la assorbe rapidamente per garantire che il sangue sia sempre in grado di coagulare correttamente in caso di necessità (Beulens et al., 2013) [3].
La sua vita nel nostro sistema è piuttosto breve, perché il fegato la consuma velocemente per le sue funzioni quotidiane.
Vitamina K2 (Menachinone)
Il menachinone è una forma più complessa e affascinante, almeno dal punto di vista biochimico.
A differenza della K1, la vitamina K2 rimane in circolo molto più a lungo, il che le permette di raggiungere organi lontani dal fegato, come le ossa e le pareti dei vasi sanguigni (Kurnatowska et al., 2015) [4].
Tra i vari tipi di K2, la variante MK-7 è considerata la forma con emivita (il tempo che resta attiva nel corpo) più lunga e livelli plasmatici più stabili, offrendo una protezione prolungata nel tempo (Schurgers et al., 2007) [5].
Vitamina K1 e K2: quali sono le differenze?
La vitamina K comprende forme diverse: la K1 è presente soprattutto negli alimenti vegetali, mentre la K2 deriva principalmente dalla fermentazione e comprende vari menachinoni.
| Caratteristica | Vitamina K1, fillochinone | Vitamina K2, menachinoni |
|---|---|---|
| Origine principale |
Vegetale Verdure a foglia verde, come spinaci, cavoli e bietole. |
Batterica o fermentata Alimenti fermentati e alcune fonti di origine animale. |
| Destinazione principale | Agisce soprattutto a livello epatico. | Raggiunge anche tessuti extraepatici, tra cui ossa e sistema vascolare. |
| Funzione chiave | Contribuisce alla normale coagulazione del sangue. | Contribuisce alla normale coagulazione e al mantenimento di ossa normali. |
| Emivita |
Più breve Permane nel circolo per un periodo generalmente più limitato. |
Più lunga Alcune forme, in particolare la MK-7, restano disponibili più a lungo. |
La vitamina K2 comprende diverse forme, come MK-4 e MK-7, che possono differire per origine, biodisponibilità e durata nell’organismo.
Il compito della vitamina K non è solo far arrivare il calcio nelle ossa, ma assicurarsi che questo minerale non finisca dove non dovrebbe, ovvero nelle pareti delle arterie, prevenendo così la loro calcificazione. Ecco perché la sua assunzione assieme alla vitamina D3 è oggi consigliata da gran parte della letteratura scientifica. Scopri la Vitamina D3 K2 firmata Nutripure.
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I principali benefici per l'organismo
Il ruolo di questo micronutriente va ben oltre la semplice gestione delle ferite.
La funzionalità dell'organismo dipende da una corretta presenza di vitamina K, che agisce in diversi distretti del nostro corpo. Una sua carenza può portare a conseguenze silenziose ma significative per il benessere (Walsh et al., 2016) [6].
1. Regolazione e sicurezza della coagulazione del sangue
La forma K1 è il pilastro del processo che permette al sangue di formare coaguli.
Senza di essa, il fegato non sarebbe in grado di attivare le proteine necessarie per fermare le emorragie.
Questo ruolo emostatico è gestito costantemente dal corpo, rendendo il mantenimento di livelli adeguati essenziale per evitare problemi nel processo di coagulazione [1].
2. Densità e benessere dello scheletro
La salute delle ossa è strettamente legata all'azione della K2. Questa agisce come un interruttore: attraverso la carbossilazione, attiva l'osteocalcina, una proteina che permette al calcio di fissarsi correttamente nella matrice minerale.
Nelle persone in cui questo processo è ottimale, si riduce il rischio di fragilità scheletrica e di osteoporosi (Shearer, 2012) [7].
3. Protezione cardiovascolare ed elasticità arteriosa
Un ruolo fondamentale della K2 nel sistema vascolare è l'attivazione della proteina MGP (Matrix Gla Protein).
Una volta attiva, questa proteina contribuisce a limitare la deposizione di calcio nelle pareti vascolari.
Mantenere l'elasticità arteriosa può aiutare a prevenire il rischio di malattie cardiovascolari, rendendo la K2 un alleato prezioso per la longevità e la salute del cuore nel lungo periodo, ma sull’argomento sono necessari ulteriori studi [4].
In sintesi: i principali ruoli della vitamina K
La vitamina K interviene nella normale coagulazione del sangue e nel mantenimento delle ossa, attraverso l’attivazione di specifiche proteine.
| Obiettivo | Beneficio chiave | Nota tecnica |
|---|---|---|
| Coagulazione |
Coagulazione normale Contribuisce ai normali processi di coagulazione del sangue. | Partecipa all’attivazione di proteine necessarie alla corretta risposta coagulativa. |
| Sistema scheletrico |
Mantenimento delle ossa Contribuisce al mantenimento di ossa normali. | È coinvolta nell’attivazione dell’osteocalcina, una proteina associata al metabolismo osseo. |
| Tessuti vascolari |
Utilizzo del calcio Partecipa ai meccanismi che regolano l’utilizzo fisiologico del calcio. | La proteina MGP è una proteina vitamina K-dipendente presente anche nei tessuti vascolari. |
| Supporto nel tempo |
Equilibrio nutrizionale Un apporto adeguato sostiene nel tempo le funzioni fisiologiche dipendenti dalla vitamina K. | Gli effetti dipendono dallo stato nutrizionale, dalla forma di vitamina K e dal contesto alimentare complessivo. |
In caso di terapia con anticoagulanti antagonisti della vitamina K, è necessario consultare il medico prima di modificare l’apporto alimentare o assumere integratori.
Alimenti ricchi: dove si trova?
Integrare questa sostanza attraverso una dieta bilanciata è il primo passo per sostenere le funzioni vitali. Esistono differenze sostanziali tra le fonti vegetali e quelle derivanti da fermentazione.
Fonti di K1: Si trova prevalentemente in alimenti di origine vegetale a foglia verde scuro. Spinaci, bietole, cavoli e broccoli rappresentano le opzioni più comuni nelle nostre cucine.
Fonti di K2: È presente in alimenti fermentati. Il natto, ad esempio, è tra le fonti più ricche in assoluto, seguito da alcuni formaggi stagionati e dal tuorlo d'uovo.
È importante sottolineare che la quantità di nutriente che riusciamo ad assorbire dipende anche dallo stile di vita.
Dal momento che parliamo di sostanze liposolubili, l'assunzione dovrebbe avvenire in presenza di una quota di grassi buoni per facilitare il passaggio attraverso la mucosa intestinale e l'ottimizzazione della microflora intestinale.
Quando la sola alimentazione non è sufficiente, l'integrazione diventa una scelta consapevole, da pianificare in quantità corrette in base alle necessità individuali, specialmente in presenza di stili di vita che richiedono un elevato supporto metabolico, come quelle dell'atleta o di persone fisicamente attive o con aumentati fabbisogni.
Per maggiori informazioni sull'argomento, si può consultare anche Walther e Chollet, 2016 [8].
In sintesi: fonti di vitamina K e consigli di assunzione
Le vitamine K1 e K2 provengono da fonti alimentari diverse. Essendo liposolubili, il loro assorbimento è favorito dalla presenza di grassi nel pasto.
| Categoria | Esempi | Consiglio di assunzione |
|---|---|---|
| Fonti di vitamina K1 |
Verdure verdi Spinaci, bietole e broccoli. | Consumare preferibilmente all’interno di un pasto contenente una fonte di grassi. |
| Fonti di vitamina K2 |
Alimenti fermentati e animali Natto, alcuni formaggi e tuorlo d’uovo. | Inserire queste fonti nel contesto di un’alimentazione varia per sostenere un apporto adeguato di vitamina K. |
| Precauzioni |
Terapia anticoagulante Persone in trattamento con warfarin o altri antagonisti della vitamina K. | Consultare il medico prima di modificare l’apporto alimentare o assumere integratori di vitamina K. |
| Casi specifici | Neonati | La profilassi con vitamina K nei neonati deve essere gestita esclusivamente secondo le indicazioni del personale sanitario. |
Le necessità individuali possono variare in base all’alimentazione, allo stato di salute e alle terapie farmacologiche in corso.
La sinergia biologica con la D3
Pochi sanno che assumere vitamina D3 senza un adeguato apporto di K2 significa attivare solo metà del processo di mineralizzazione. Mentre la D3 facilita l'assorbimento intestinale del calcio, non possiede un comando intrinseco per indirizzarlo verso il tessuto osseo.
È la K2 a svolgere il ruolo di direttore del traffico cellulare: essa attiva l'osteocalcina, necessaria per fissare il minerale nella matrice scheletrica, e contemporaneamente la MGP, che rimuove attivamente i residui che rischierebbero di accumularsi nelle pareti arteriose.
La combinazione tra vitamina D3 e vitamina K2 è stata proposta per il loro ruolo complementare nel metabolismo del calcio [4].
Per approfondire la ragione per cui vitamina D3 e K2 devono essere assunte insieme, e non separatamente, esiste una guida specifica dedicata a questo meccanismo biochimico e alle sue implicazioni pratiche.
Quale forma? La tabella compariva di Nutripure: le K a confronto
Prima di confrontare i prodotti, è fondamentale distinguere le forme di questa sostanza. La famiglia dei naftochinone comprende diversi composti.
Mentre il menadione (K3) è una forma sintetica poco utilizzata nell'integrazione per umani, la ricerca si concentra sulle varianti naturali. Le forme MK-4 e MK-7 rappresentano le due vie principali per l'integrazione di K2. In generale, la MK-7 è ampiamente considerata la migliore da gran parte della letteratura scientifica [5].
È importante considerare che, durante la gravidanza o in fasi di crescita, il fabbisogno di queste specifiche molecole può variare, rendendo necessaria una scelta consapevole basata sulla stabilità e sulla biodisponibilità del principio attivo.
Vitamina K1, K2 MK-4 e K2 MK-7: confronto
Le principali forme di vitamina K differiscono per origine, permanenza nel sangue, distribuzione nell’organismo e stabilità nelle formulazioni.
| Caratteristica | Vitamina K1, fillochinone | Vitamina K2, forma MK-4 | Vitamina K2, forma MK-7 |
|---|---|---|---|
| Origine principale |
Vegetale Presente soprattutto nelle verdure a foglia verde. |
Animale o sintetica Presente in alcuni alimenti animali; negli integratori è spesso ottenuta per sintesi. |
Fermentazione Di origine batterica, generalmente ottenuta tramite fermentazione naturale. |
| Emivita plasmatica | Molto breve, generalmente di poche ore. | Breve, con una permanenza nel circolo più limitata rispetto alla MK-7. | Lunga, con disponibilità plasmatica che può estendersi fino a circa 72 ore. |
| Funzione principale | Contribuisce soprattutto alla normale coagulazione del sangue a livello epatico. | Partecipa all’attivazione di proteine vitamina K-dipendenti nei tessuti extraepatici. | Contribuisce al mantenimento di ossa normali e all’attivazione prolungata di proteine vitamina K-dipendenti. |
| Stabilità nei prodotti | Generalmente buona nelle formulazioni adeguatamente conservate. | Variabile: dipende dalla formulazione, dagli eccipienti e dalle condizioni di conservazione. | Elevata quando la materia prima è stabilizzata e protetta, ad esempio tramite microincapsulazione. |
La qualità finale dipende non solo dalla forma utilizzata, ma anche dal dosaggio, dalla purezza della materia prima, dalla protezione dall’ossidazione e dalla stabilità garantita nel tempo.
Criteri tecnici: come selezionare le vitamine ideali
La qualità di un integratore non è mai casuale, ma il risultato di scelte tecnologiche precise.
Ecco cosa cercare quando si sceglie un prodotto su un mercato sempre più affollato:
Tecnologia di microincapsulazione: la K2 MK-7 microincapsulata crea uno scudo contro l'acido gastrico, impedendo che la molecola venga degradata prematuramente e garantendo che il principio attivo arrivi integro nel sito di assorbimento.
Veicolo a base oleosa: essendo una molecola liposolubile, la sua assimilazione richiede una matrice grassa. L'utilizzo di gocce in base oleosa, come l'olio MCT (trigliceridi a catena media), favorisce una buona solubilizzazione e bypassa le inefficienze digestive che ridurrebbero la quota biodisponibile.
Gestione delle interazioni: per i soggetti che seguono terapie con anticoagulanti (come il warfarin), è obbligatorio il confronto clinico. La vitamina K influenza direttamente la cascata della coagulazione; variazioni nei livelli plasmatici possono alterare l'efficacia farmacologica, esponendo a rischi di emorragia o, al contrario, di trombosi in caso di malattie pregresse.
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Per prevenire la degradazione e garantire un assorbimento ottimale, il principio attivo è microincapsulato e veicolato in una base oleosa di qualità.
Questa combinazione assicura che la quantità corretta arrivi esattamente dove serve, supportando il metabolismo osseo e cardiovascolare con la massima stabilità disponibile sul mercato.
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Fonti
[1] Dam, H. 1935 - The antihaemorrhagic vitamin of the chick. Biochemical Journal.
[2] Booth, S. L. 2009 - Roles for vitamin K beyond coagulation. Annual Review of Nutrition.
[3] Beulens, J. W., Booth, S. L., van den Heuvel, E. G., Stoecklin, E., Baka, A., & Vermeer, C. 2013 - The role of menaquinones (vitamin K2) in human health. British Journal of Nutrition.
[4] Kurnatowska, I., Grzelak, P., Masajtis-Zagajewska, A., Kaczmarska, M., Stefańczyk, L., Vermeer, C., & Nowicki, M. 2015 - Effect of menaquinone-7 supplementation on parathyroid hormone and vascular calcification in long-term hemodialysis patients. Polish Archives of Internal Medicine.
[5] Schurgers, L. J., Teunissen, K. J., Hamulyák, K., Knapen, M. H., Vik, H., & Vermeer, C. 2007 - Vitamin K-containing dietary supplements: comparison of synthetic vitamin K1 and natto-derived menaquinone-7. Blood.
[6] Walsh, J. M., Gleeson, J. P., & O’Connor, J. M. 2016 - Vitamin K: from laboratory to clinical practice. British Journal of Nutrition.
[7] Shearer, M. J. 2012 - Vitamin K deficiency bleeding (VKDB) in early infancy. Blood Reviews.
[8] Walther, B., & Chollet, M. 2016 - Menaquinones, Bacteria, and Foods: V