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Il collagene fa male al fegato? Tutta la verità scientifica

il collagene fa male al fegato

Riassunto :

  • Il collagene idrolizzato è generalmente considerato sicuro e ben tollerato e, alle dosi comunemente studiate non sono emerse evidenze di tossicità epatica nei soggetti sani.

  • Dopo la digestione, il collagene viene scomposto in peptidi e amminoacidi che il fegato metabolizza come qualsiasi altra fonte proteica.

  • La glicina, l'amminoacido più abbondante nel collagene, partecipa alla sintesi del glutatione, uno dei principali sistemi antiossidanti dell'organismo.

  • È preferibile scegliere un prodotto ottenuto da materie prime certificate, con elevato grado di purezza e privo di additivi non necessari, in modo ridurre il rischio di controindicazioni,

  • Gli studi utilizzano generalmente dosi comprese tra 10 e 20 g di collagene idrolizzato al giorno; la costanza di assunzione è più importante del momento della giornata.

  • Assumere collagene bovino o marino insieme a una fonte di vitamina C può favorire la normale sintesi del collagene da parte dell'organismo.

Negli ultimi anni il collagene è diventato uno degli integratori più utilizzati per sostenere la salute della pelle, delle articolazioni, dei tendini e delle ossa. 


I suoi potenziali benefici sono stati ampiamente studiati, ma allo stesso tempo è nata una domanda piuttosto frequente: il collagene può affaticare il fegato e i reni?


In generale, molte persone associano gli integratori proteici a un maggiore lavoro per fegato e reni, soprattutto se assunti ogni giorno per lunghi periodi.


Le evidenze scientifiche disponibili indicano però che il collagene idrolizzato viene considerato sicuro e ben tollerato nei soggetti sani e non sono emerse prove che il suo consumo, alle dosi comunemente utilizzate, provochi danni epatici o particolari effetti collaterali a carico del fegato. [1]


Al contrario, alcuni dei suoi amminoacidi, in particolare la glicina, sembrano svolgere un ruolo importante nei meccanismi di difesa dell'organismo contro lo stress ossidativo.


Come sempre, la qualità della materia prima fa la differenza. Un prodotto altamente purificato e ottenuto da filiere controllate presenta caratteristiche molto diverse rispetto a prodotti economici.


Per questo motivo, scegliere integratori di qualità rappresenta il primo passo per assumere il collagene in sicurezza e ottenere i benefici attesi.


In questa guida vedremo perché si pensa che il collagene possa fare male al fegato e ai reni e quali sono gli effetti collaterali, così come quali integratori utilizzare. 

Come viene metabolizzato il collagene dall'organismo?


Per capire se il collagene possa rappresentare un problema per il fegato è utile comprendere come viene digerito e utilizzato dal corpo.


Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il collagene non raggiunge il sangue nella sua forma originale.


Durante la digestione viene progressivamente scomposto dagli enzimi gastrici e pancreatici in peptidi sempre più piccoli, fino ad arrivare principalmente a dipeptidi, tripeptidi e amminoacidi liberi. [2]


Tra quelli maggiormente presenti troviamo la glicina, la prolina e l’idrossiprolina.


Quando si utilizza un collagene idrolizzato, questo processo risulta ancora più efficiente, perché la proteina è già stata parzialmente "pre-digerita" attraverso un processo di idrolisi enzimatica. 


Questa caratteristica rappresenta uno dei principali benefici di questa forma di collagene rispetto a prodotti meno lavorati.


Una volta assorbiti nell'intestino tenue, questi piccoli peptidi entrano nel circolo sanguigno e vengono distribuiti ai diversi tessuti.


Il fegato li metabolizza esattamente come farebbe con gli amminoacidi derivati da altri alimenti ricchi di proteine, come carne, pesce, uova, latticini o legumi.


Gli amminoacidi ottenuti dalla digestione vengono infatti utilizzati per la sintesi delle proteine corporee, la produzione di enzimi e numerose altre funzioni fisiologiche.


In altre parole, il collagene non richiede un metabolismo diverso rispetto alle altre fonti proteiche comunemente presenti nella dieta e può essere inserito all'interno di un percorso di integrazione senza rappresentare un carico aggiuntivo per il fegato nei soggetti sani.


La principale differenza rispetto ad altre proteine alimentari è la particolare abbondanza di glicina e prolina, due amminoacidi fondamentali per la struttura e il mantenimento del tessuto connettivo, motivo per cui questo prodotto viene spesso scelto per sostenere la salute della pelle e delle articolazioni.


Come viene metabolizzato il collagene dall'organismo

Perché si pensa che il collagene causi danni al fegato?


L'idea che il collagene possa "rovinare il fegato" o far male ai reni nasce spesso da una generalizzazione: quella secondo cui gli integratori proteici sottoporrebbero l'organismo a uno stress metabolico importante.


In realtà, quando emergono dubbi o presunti effetti collaterali associati ad alcuni prodotti, le cause sono spesso molto diverse dalla proteina stessa. 


Nella maggior parte dei casi, le controindicazioni non sono collegate al collagene, piuttosto alla qualità della formulazione e delle materie prime impiegate.


Non tutti gli integratori sono formulati allo stesso modo. 


I prodotti più economici possono contenere aromi artificiali, coloranti, conservanti, dolcificanti sintetici e numerosi eccipienti tecnologici, aggiunti per migliorarne gusto, consistenza o conservazione. 


Tra questi, alcuni dolcificanti come il sucralosio sono oggetto di studi per comprenderne meglio gli effetti dell'assunzione cronica.


Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda la qualità delle materie prime. Il collagene deriva generalmente da tessuti animali, quindi si può trovare collagene bovino oppure collagene marino. Per orientarsi tra le due origini, abbiamo dedicato una guida al confronto tra collagene marino e bovino. 


La qualità delle materie prime e i controlli lungo la filiera sono aspetti importanti per limitare il rischio di contaminanti. 


I prodotti in commercio sono generalmente soggetti a controlli; tuttavia, la qualità delle certificazioni e della tracciabilità possono variare notevolmente tra un produttore e l'altro.


Ecco perché è sempre importante orientarsi verso prodotti ottenuti da filiere certificate, sottoposti a rigorosi controlli di purezza e realizzati con processi produttivi standardizzati. 


Scegliere materie prime di qualità rappresenta uno degli aspetti più rilevanti per un'integrazione consapevole e sicura.


Prodotto correlato :

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Il ruolo della Glicina nel metabolismo epatico


Uno degli aspetti più interessanti emersi negli ultimi anni riguarda proprio la glicina, l'amminoacido più abbondante nel collagene. 


Tra i principali benefici di questo amminoacido vi è il suo coinvolgimento in diversi processi metabolici fondamentali per il corpo.


La glicina non rappresenta semplicemente un "mattoncino" per costruire nuove proteine, ma partecipa anche alla sintesi del glutatione. 

Il glutatione partecipa ai fisiologici sistemi antiossidanti e di detossificazione cellulare.


Questa molecola viene prodotta dal fegato combinando glicina, cisteina e acido glutammico e svolge un ruolo fondamentale nel contrastare lo stress ossidativo, sostenere i fisiologici processi di detossificazione e contribuire al mantenimento della normale funzione epatica.


Una disponibilità adeguata di glicina può quindi favorire la sintesi del glutatione, soprattutto quando l'alimentazione ne apporta quantità limitate.


Il meccanismo viene considerato importante per i fisiologici sistemi di difesa dell'organismo e contribuisce a spiegare perché il collagene idrolizzato sia generalmente associato a un buon profilo di sicurezza nei soggetti sani. 


Il ruolo della Glicina nel metabolismo epatico

Reali controindicazioni ed effetti collaterali del collagene


Per la maggior parte delle persone sane, il collagene idrolizzato è considerato un integratore generalmente ben tollerato.


Gli studi disponibili indicano che gli effetti collaterali sono poco frequenti e, nella maggior parte dei casi, di lieve entità. Esistono tuttavia alcune situazioni in cui è opportuno prestare maggiore attenzione, prima di assumere un integratore. 


Chi soffre di patologie renali, come un'insufficienza renale grave, dovrebbe sempre concordare con il medico il proprio apporto proteico quotidiano, in modo da evitare controindicazioni e tenere sotto controllo l'assunzione. 


Il problema, infatti, non riguarda il collagene in sé, ma l'introduzione complessiva di proteine nella dieta e le dosi assunte ogni giorno.


Un'altra situazione particolare riguarda le persone predisposte ai calcoli renali di ossalato di calcio. 


L'idrossiprolina, uno degli amminoacidi caratteristici del collagene, può infatti essere metabolizzata in piccola parte a ossalato.


Per la popolazione generale questo fenomeno non dovrebbe portare a controindicazioni, mentre chi presenta una storia clinica di calcolosi dovrebbe chiedere consiglio al proprio medico prima di assumere dosaggi elevati per lunghi periodi.


I moderni peptidi di collagene idrolizzato in un integratore di qualità sono generalmente molto digeribili. 


In passato, invece, alcune formulazioni contenenti collagene non idrolizzato potevano provocare effetti collaterali lievi.


Tabella tecnica : Collagene Economico vs Collagene Premium Nutripure

Collagene Industriale vs Collagene Idrolizzato Nutripure: il confronto molecolare

Non tutti i collageni sono uguali: grado di idrolisi, peso molecolare e purezza determinano la reale efficacia del prodotto sull'organismo. Ecco il confronto tecnico.

Caratteristica Molecolare Collagene Industriale Standard Collagene Idrolizzato Nutripure
Grado di idrolisi Basso o assente (Molecole giganti native) Altissimo (Tagliato in Peptidi attivi)
Peso Molecolare >300.000 Dalton (Indigeribile) ~2000 Dalton (elevata biodisponibilità)
Impatto sul Fegato Rischio affaticamento da residui e additivi Nullo / Sostegno detox tramite Glicina
Certificazione di Purezza Nessuna (Rischio metalli pesanti) Brevetti Certificati (Peptan® / Cartidyss®)

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Come assumere il collagene in totale sicurezza per la salute


In generale, è consigliato scegliere un prodotto di qualità e utilizzarlo nel dosaggio normalmente impiegato negli studi clinici.


Le ricerche disponibili utilizzano generalmente dosi comprese tra 10 e 20 grammi di collagene idrolizzato al giorno, una quantità considerata adeguata per sostenere la fisiologica sintesi del collagene a livello di pelle, cartilagini, tendini, legamenti e ossa. 


Dosaggi inferiori possono comunque essere impiegati in alcuni protocolli specifici, ma nella maggior parte degli studi dedicati alla salute delle articolazioni e del tessuto connettivo vengono utilizzate quantità comprese in questo intervallo. [3]


L'assunzione di un integratore può essere effettuata in qualsiasi momento della giornata, poiché il fattore più importante sembra essere la regolarità nel tempo. 


I tessuti connettivi hanno infatti un ricambio relativamente lento e gli eventuali benefici dell'integrazione tendono a manifestarsi dopo diverse settimane di utilizzo continuativo piuttosto che dopo poche assunzioni.


Per questo motivo è consigliabile assumere il collagene con costanza, indipendentemente dall'orario scelto.

Un altro elemento fondamentale è la presenza di vitamina C, necessaria come cofattore enzimatico.


Senza un apporto adeguato di questa vitamina, l'organismo non riesce infatti a utilizzare in modo ottimale gli amminoacidi necessari per sintetizzare nuovo collagene e contribuire al mantenimento della normale elasticità della pelle e dei tessuti connettivi.


Per questo motivo è consigliabile assumere il collagene insieme a una fonte alimentare di vitamina C, come kiwi, agrumi o frutti di bosco, oppure scegliere integratori che la contengano già nella formulazione. 


Fonti :


[1] Sato K. The presence of food-derived collagen peptides in human body-structure and biological activity. Food Funct. 2017 Dec 13;8(12):4325-4330. doi: 10.1039/c7fo01275f. PMID: 29114654.

[2] Choi FD, Sung CT, Juhasz ML, Mesinkovsk NA. Oral Collagen Supplementation: A Systematic Review of Dermatological Applications. J Drugs Dermatol. 2019 Jan 1;18(1):9-16. PMID: 30681787.

[3] Kviatkovsky SA, Hickner RC, Cabre HE, Small SD, Ormsbee MJ. Collagen peptides supplementation improves function, pain, and physical and mental outcomes in active adults. J Int Soc Sports Nutr. 2023 Dec;20(1):2243252. doi: 10.1080/15502783.2023.2243252. PMID: 37551682; PMCID: PMC10411303.

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