Riassunto
Ferro e ferritina non sono la stessa cosa: la sideremia misura il ferro circolante, mentre la ferritina riflette soprattutto le riserve del nostro corpo
Una ferritina bassa con ferro ancora normale può indicare l'inizio di una carenza marziale
Una ferritina elevata non significa necessariamente eccesso di ferro: può aumentare anche in presenza di infiammazione o altre condizioni
Il ferro bisglicinato è una forma chelata studiata per la sua biodisponibilità e tollerabilità gastrointestinale
La vitamina C accresce l'assorbimento del ferro; la vitamina B12 contribuisce alla normale formazione dei globuli rossi e il folato (vitamina B9) alla normale emopoiesi
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), negli adulti sani una ferritina inferiore a 15 µg/L indica riserve di ferro esaurite, ma gli intervalli di riferimento variano da un laboratorio all'altro
Un eccesso di ferro può essere dannoso: l'integrazione va valutata con il medico sulla base delle analisi
Nei risultati delle analisi del sangue, ferro e ferritina sono due valori che compaiono molto spesso, tuttavia non indicano la stessa cosa.
Ad esempio, può capitare di avere una sideremia nella norma e livelli di ferritina bassi. Questa situazione può segnalare una progressiva riduzione delle riserve di ferro dell'organismo.
In questa guida scientifica vedremo nel dettaglio la differenza tra ferro e ferritina, cosa indicano le analisi e quali sono i valori da osservare per riconoscere una carenza.
Sommario
Consiglio Nutripure: il Bisglicinato di Ferro
Se le analisi confermano una carenza di ferro e il medico consiglia un'integrazione, il nostro Bisglicinato di Ferro è pensato per un utilizzo quotidiano semplice:
14 mg di ferro per 2 capsule, pari al 100% dei valori nutritivi di riferimento (VNR)
ferro bisglicinato chelato Ferrochel®, una forma studiata per la sua biodisponibilità e tollerabilità gastrointestinale
capsule vegetali: 1-2 capsule al giorno lontano dai pasti, 120 capsule per un massimo di 2 mesi di utilizzo
il ferro contribuisce alla normale formazione dei globuli rossi e dell'emoglobina e alla riduzione della stanchezza e dell'affaticamento
Non è la scelta giusta in caso di emocromatosi, di ferritina elevata o senza analisi che confermino una carenza.
Qual è la differenza tra ferro e ferritina?
La differenza tra ferro e ferritina è che il ferro misurato nel sangue (sideremia) indica la quantità di minerale che circola in un dato momento, mentre la ferritina riflette soprattutto le riserve di ferro accumulate dall'organismo.
Il ferro è un minerale essenziale utilizzato dall'organismo per numerose funzioni, tra cui la produzione di emoglobina e il trasporto dell'ossigeno.
La ferritina, invece, è una proteina che permette di immagazzinare il ferro all'interno delle cellule, soprattutto nel fegato, nella milza e nel midollo osseo.
Un'immagine aiuta a ricordarlo: la sideremia è come il denaro nel portafoglio, che cambia nel corso della giornata, mentre la ferritina è come il conto di risparmio, che indica quante riserve restano davvero disponibili.
Per questo motivo, valutare entrambi i parametri può aiutare a comprendere meglio lo stato delle riserve di ferro e a individuare una possibile carenza prima che evolva in anemia sideropenica.
Che cos'è il ferro (sideremia) e a cosa serve?
Il ferro è un minerale indispensabile per la salute: contribuisce alla normale formazione dei globuli rossi e dell'emoglobina e al normale trasporto di ossigeno nell'organismo.
L’emoglobina è la proteina presente nei globuli rossi che permette di trasportare l'ossigeno dai polmoni ai diversi tessuti del corpo.
Inoltre, il ferro si trova nella mioglobina, una proteina che contribuisce a rendere disponibile l'ossigeno nei muscoli, e interviene in numerosi processi enzimatici e nella produzione di energia cellulare a livello mitocondriale.
Quando nelle analisi compare il valore del ferro o della sideremia, si misura principalmente la quantità di ferro presente nel sangue e trasportata dalla transferrina.
Si tratta di un valore relativamente variabile, in quanto può cambiare nel corso della giornata e risentire di diversi fattori, tra cui l'alimentazione, l'attività fisica e altre condizioni fisiologiche.
Per questo, quando considerata isolatamente, la sideremia non permette di stabilire con precisione l'entità delle riserve di ferro dell'organismo.
Un valore normale non esclude quindi necessariamente una carenza nelle sue fasi iniziali.
Che cos'è la ferritina e qual è il suo ruolo di deposito?
La ferritina è una proteina specializzata nell'immagazzinamento del ferro, presente soprattutto all'interno delle cellule del fegato, della milza e del midollo osseo. Funziona come una vera cassaforte a cui il corpo può attingere quando necessario.
Una singola molecola di ferritina può contenere fino a circa 4.500 atomi di ferro. La struttura della ferritina permette non soltanto di creare delle scorte, ma anche di conservare il minerale in una forma sicura, limitando la presenza di ferro libero, che in eccesso potrebbe favorire la formazione di radicali liberi attraverso la reazione di Fenton.
La quantità di ferritina presente nel sangue è quindi un indicatore particolarmente utile per valutare lo stato dei depositi di ferro.
Quando i livelli di ferritina diminuiscono, significa generalmente che il corpo sta progressivamente consumando le proprie riserve.
Il processo può iniziare prima della comparsa di alterazioni evidenti dell'emoglobina e dell'anemia vera e propria.
La ferritina presenta però una particolarità importante: è anche una proteina di fase acuta.
I suoi valori possono quindi aumentare in presenza di infiammazione e di alcune malattie, rendendo necessaria un'interpretazione complessiva delle analisi da parte del medico.
Lo sapevi che…
La carenza di ferro si sviluppa per fasi. Inizialmente l'organismo utilizza il ferro immagazzinato nei tessuti e i livelli di ferritina diminuiscono, mentre l'emoglobina può rimanere ancora nella norma.
Solo con il progressivo esaurimento delle riserve può ridursi anche la produzione di emoglobina.
Quali sono i valori normali di ferro e ferritina?
I valori normali di sideremia e ferritina variano in base al laboratorio, al metodo di analisi, al sesso e all'età: il riferimento da seguire è sempre l'intervallo indicato nel referto.
Per la ferritina, l'OMS indica alcune soglie utili: [5]
negli adulti apparentemente sani, una ferritina inferiore a 15 µg/L (ng/mL) indica riserve di ferro esaurite
in presenza di infezione o infiammazione, una ferritina inferiore a 70 µg/L può già indicare una carenza di ferro
negli adulti sani, valori superiori a 150 µg/L nelle donne con ciclo mestruale e a 200 µg/L negli uomini e nelle donne in menopausa possono indicare un rischio di sovraccarico di ferro e richiedono approfondimenti
La sideremia, invece, non ha una soglia che permetta da sola di diagnosticare una carenza: varia nel corso della giornata e va letta insieme alla saturazione della transferrina, all'emoglobina e alla ferritina.
In ogni caso, un valore fuori dall'intervallo di riferimento va interpretato dal medico, insieme agli altri esami e ai sintomi.
Come interpretare le combinazioni di ferro, ferritina ed emoglobina?
Ferro, ferritina ed emoglobina forniscono informazioni differenti. Pertanto, per comprendere meglio la situazione, occorre tenere conto della loro combinazione, insieme agli altri parametri ematici e al quadro clinico.
1. Ferritina bassa e ferro normale o basso
È una situazione compatibile con una fase iniziale di carenza marziale.
Nelle fasi iniziali della carenza, le riserve di ferro possono ridursi prima che compaiano alterazioni dell'emoglobina; per questo la ferritina può risultare bassa mentre altri parametri sono ancora nella norma.
In questa fase possono comparire alcuni sintomi della carenza di ferro, come stanchezza, ridotta tolleranza allo sforzo, fiato corto, fragilità delle unghie o caduta dei capelli, anche se la presenza e l'intensità dei sintomi possono variare da persona a persona. [1]
2. Ferritina bassa ed emoglobina bassa
Quando le riserve diventano insufficienti e diminuisce anche l'emoglobina, può svilupparsi una vera e propria anemia sideropenica. [2]
In questo caso è importante identificare anche la causa della carenza, che si può legare a un apporto alimentare insufficiente, perdite di sangue, un aumentato fabbisogno o problemi di assorbimento.
3. Ferritina alta e ferro normale
Una ferritina elevata non indica automaticamente un eccesso di ferro nel corpo.
Allo stesso modo, in presenza di infiammazione una ferritina normale o elevata non esclude necessariamente una carenza di ferro.
Essendo una proteina di fase acuta, può aumentare in presenza di condizioni infiammatorie, alterazioni metaboliche o patologie epatiche. Valori elevati possono essere osservati, ad esempio, anche in alcune persone con sindrome metabolica o steatosi epatica.
Per questo una ferritina alta va interpretata insieme alla sideremia, alla saturazione della transferrina e agli altri esami richiesti dal medico. [3]
Differenza tra ferro e ferritina: tabella di confronto
Sideremia e ferritina: le differenze
Due parametri ematochimici spesso confusi: uno fotografa il ferro circolante, l'altro le riserve dell'organismo. Ecco come si distinguono.
| Parametro ematochimico | Ferro (sideremia) | Ferritina |
|---|---|---|
| Ruolo fisiologico | Ferro di transito / circolante | Proteina di deposito e stoccaggio |
| Sede principale | Legato alla transferrina nel plasma | Fegato, milza, midollo osseo |
| Stabilità del valore |
Molto fluttuante Varia giorno per giorno | Generalmente più rappresentativa delle riserve di ferro, ma può aumentare in presenza di infiammazione e altre condizioni. |
| Significato di un calo | Può dipendere da diverse condizioni e deve essere interpretata insieme a ferritina, transferrina/saturazione della transferrina, emoglobina e quadro clinico. | Riduzione delle riserve di ferro |
| Tempo di ripristino | Può variare rapidamente, anche in base ai pasti; il tempo necessario per correggere una carenza dipende però dalla causa, dalla sua gravità e dalla risposta al trattamento | Più lento: la ricostituzione delle riserve richiede tempo e va verificata con i controlli ematici |
I valori vanno sempre interpretati dal medico insieme al quadro clinico complessivo.
Come ricostruire le scorte di ferritina in modo sicuro ed efficace?
Per ricostruire le scorte di ferritina occorre prima comprendere la causa della carenza, poi migliorare l'apporto di ferro con l'alimentazione e, quando il medico lo ritiene necessario, con un integratore di ferro. I progressi vanno verificati con le analisi del sangue.
Per scegliere gli alimenti ricchi di ferro è utile sapere che il ferro alimentare esiste principalmente in due forme. Il ferro eme, presente soprattutto in carne e pesce, viene assorbito più facilmente.
Il ferro non-eme, presente anche in legumi, cereali e alimenti vegetali, ha invece un assorbimento più basso e variabile, che risente maggiormente della composizione del pasto. Nel complesso, la biodisponibilità del ferro è stimata intorno al 14-18% nelle diete miste e al 5-12% nelle diete vegetariane, in persone con riserve di ferro esaurite. [4]
Quando l'alimentazione non è sufficiente a correggere la carenza, il medico può consigliare uno degli integratori di ferro disponibili.
I sali tradizionali come il solfato ferroso sono efficaci, ma possono provocare effetti indesiderati gastrointestinali, tra cui nausea, bruciore, alterazioni delle feci e stitichezza, soprattutto in alcune persone.
Un'alternativa è il ferro bisglicinato chelato, una forma in cui il ferro è legato a molecole di glicina. È stata studiata come alternativa ad altri sali di ferro per la sua biodisponibilità e tollerabilità gastrointestinale.
È la forma utilizzata nel Bisglicinato di Ferro Nutripure, a base di ferro Ferrochel®, con 14 mg di ferro per 2 capsule.
Anche alcuni nutrienti possono essere importanti. La vitamina C accresce l'assorbimento del ferro: favorisce la conversione del ferro ferrico (Fe³⁺) nella forma ferrosa (Fe²⁺), più facilmente assorbita a livello intestinale.
Il folato (vitamina B9) contribuisce invece alla normale emopoiesi, mentre la vitamina B12 contribuisce alla normale formazione dei globuli rossi.
La correzione di una carenza e la ricostituzione delle riserve richiedono generalmente tempo.
La durata dell'integrazione dipende dall'entità e dalla causa della carenza, dalla dose utilizzata e dalla risposta individuale e dovrebbe essere valutata sulla base dei controlli ematici.
L'integrazione di ferro non dovrebbe però essere iniziata semplicemente perché ci si sente stanchi.
Un eccesso di ferro può essere dannoso, per cui è importante verificare i valori attraverso le analisi e confrontarsi con il medico, soprattutto in gravidanza, in presenza di anemia o di altre condizioni di salute.
Bisglicinato di Ferro
Ferro in forma bisglicinata, altamente biodisponibile e con buona tolleranza digestiva rispetto alle forme inorganiche. Potrebbe essere utile per chi fatica a coprire il proprio fabbisogno di ferro attraverso la sola alimentazione, in particolare sportivi, donne e persone con diete povere di fonti animali. In capsule, senza additivi inutili.
Domande frequenti su ferro e ferritina
Si può avere la ferritina bassa con il ferro normale?
Sì. È una situazione frequente nelle fasi iniziali di una carenza: le riserve si riducono mentre la sideremia e l'emoglobina possono restare ancora nella norma.
La ferritina alta significa sempre troppo ferro?
No. La ferritina è anche una proteina di fase acuta e può aumentare in caso di infiammazione, infezioni, patologie epatiche o sindrome metabolica. Per capire se c'è davvero un sovraccarico servono altri esami, come la saturazione della transferrina.
Qual è l'esame più affidabile per valutare le riserve di ferro?
In assenza di infiammazione, la ferritina è il parametro più utile per stimare le riserve di ferro. In presenza di infiammazione va però interpretata insieme alla saturazione della transferrina, all'emoglobina e al quadro clinico.
Quanto tempo serve per far risalire la ferritina?
Dipende dalla causa della carenza, dalla sua entità e dalla risposta al trattamento. La ricostituzione delle riserve richiede generalmente più tempo della correzione dell'emoglobina e va verificata con i controlli indicati dal medico. Per altri consigli pratici, leggi anche la nostra guida su come far alzare il ferro.
Fonti:
[1] Auerbach M, DeLoughery TG, Tirnauer JS. Iron Deficiency in Adults: A Review. JAMA. 2025 May 27;333(20):1813-1823. doi: 10.1001/jama.2025.0452. PMID: 40159291.
[2] Latimer K, Baci G, Layne M. Iron Deficiency Anemia: Evaluation and Management. Am Fam Physician. 2025 Nov;112(5):538-545. PMID: 41252836.
[3] Sandnes M, Ulvik RJ, Vorland M, Reikvam H. Hyperferritinemia-A Clinical Overview. J Clin Med. 2021 May 7;10(9):2008. doi: 10.3390/jcm10092008. PMID: 34067164; PMCID: PMC8125175.
[4] Hurrell R, Egli I. Iron bioavailability and dietary reference values. Am J Clin Nutr. 2010;91(5):1461S-1467S. doi: 10.3945/ajcn.2010.28674F.
[5] World Health Organization. WHO guideline on use of ferritin concentrations to assess iron status in individuals and populations. Geneva: World Health Organization; 2020.