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Probiotici naturali: la guida definitiva per assumere probiotici tramite la dieta

L'essenziale:


  • Definizione: i probiotici naturali sono microrganismi vivi che conferiscono benefici alla salute dell'ospite, supportando il microbiota residente [2].

  • Interesse principale: aiutano a ripristinare l'equilibrio intestinale, contrastando gonfiori, infiammazioni e disturbi digestivi.

  • Alimenti chiave: yogurt, kefir, crauti, miso, kombucha e verdure latto-fermentate.

  • Differenza fondamentale: i probiotici sono i "batteri buoni", mentre i prebiotici sono le fibre che li nutrono.

  • Tempistiche: per osservare benefici duraturi, il consumo deve essere regolare e inserito in uno stile di vita sano.

  • Sicurezza: in caso di patologie gravi, consultare un medico prima di aumentare l'apporto di cibi fermentati.


L'intestino viene spesso definito come il secondo cervello dell'organismo, e non si tratta di una semplice licenza poetica.


Esiste, infatti, un legame biochimico profondo tra il tratto digerente e il sistema nervoso centrale, mediato da miliardi di microrganismi che compongono il microbiota intestinale (Mayer et al., 2015) [1]. La salute intestinale influenza non solo la corretta assimilazione dei nutrienti, ovvero la digestione, ma anche l'umore, la reattività del metabolismo e il sistema immunitario (Cryan & Dinan, 2012) [2].


Allora, diventa essenziale capire come possiamo intervenire per proteggere questo equilibrio intestinale così fragile eppure così importante: proprio con i probiotici.


Si tratta di batteri amici che, a differenza degli ospiti fissi che risiedono stabilmente nel nostro intestino sin dalla nascita, vengono assunti dall'esterno per svolgere un'azione di supporto. Se il microbiota è la "popolazione residente" di batteri, i probiotici sono appunto i rinforzi che introduciamo per supportarla.


Questi rinforzi possono essere assunti principalmente in due modi:

  1. Sotto forma di integratori: capsule o polveri che contengono ceppi specifici e concentrati.

  2. Attraverso fonti alimentari: cibi che contengono naturalmente colture vive grazie a processi di fermentazione.

Questi ultimi possono essere nostri alleati, se sappiamo gestire al meglio l'alimentazione: una volta assunti, aiutano il microbiota a sintetizzare vitamine e fanno da scudo contro le infiammazioni, proprio come fanno i ceppi in capsula.

Nell'articolo, parleremo di pre e probiotici, oltre che di alimenti da integrare nella dieta con consigli pratici.


Prima di approfondire le fonti alimentari, può essere utile ricordare come funzionano i probiotici nell'organismo e quali meccanismi biologici attivano a livello intestinale.

Cosa sono i probiotici naturali e perché sono importanti?


Per essere chiari, si può definire il probiotico naturale come un ospite funzionale. Mentre i normali batteri alimentari vengono spesso distrutti dai succhi gastrici, i ceppi probiotici possono interagire temporaneamente con la mucosa intestinale. Ma perché il microbiota intestinale è tanto importante?


Cioè, perché dovremmo assumere probiotici per aiutarlo a rimanere in equilibrio?


Il microbiota è un organo dinamico in costante competizione. All'interno del tratto intestinale convivono batteri "buoni" e batteri potenzialmente dannosi: finché i primi prevalgono, l'organismo gode di salute. I probiotici naturali, come i lattobacilli e i bifidobatteri, intervengono in questa dinamica (Guarner & Malagelada, 2003) [3] in due modi precisi:

  1. Sostengono la popolazione residente: aiutano i batteri buoni già presenti a moltiplicarsi.

  2. Combattono gli intrusi: producono sostanze (come l'acido lattico) che rendono l'ambiente inospitale per i batteri "cattivi".


Questo supporto esterno fornito dai probiotici è cruciale perché circa il 70-80% delle cellule immunitarie risiede proprio nell'intestino (Vighi et al., 2008) [4]. Aiutando il microbiota a restare forte, i probiotici potenziano di fatto lo scudo protettivo del corpo ed evitano la comparsa dei classici sintomi che possono essere associati alla disbiosi: 

  • Gonfiore addominale e meteorismo.

  • Irregolarità intestinale (stipsi o diarrea).

  • Senso di stanchezza cronica e cali di energia.

Pelle spenta o comparsa di impurità.


Il parere dell'esperto. 


Si ritiene che la salute inizi a tavola, ma nel caso del microbiota è più corretto dire che la salute dipende da ciò che sopravvive nel nostro intestino. Un microbiota diversificato è sinonimo di resistenza: più ceppi benefici sono presenti, maggiore sarà la capacità dell'organismo di rispondere a stress e agenti patogeni [1]. I probiotici naturali aiutano a mantenere integra la barriera intestinale, impedendo a sostanze dannose di passare nel sangue.


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Pre e Probiotici

I probiotici contribuiscono all’equilibrio della flora intestinale (microbiota), il nostro “secondo cervello”.


I migliori cibi ricchi di probiotici naturali


La via alimentare rimane il metodo più antico e sostenibile per nutrire la flora intestinale.


Non si tratta solo di consumare yogurt; la fermentazione, per esempio, è una pratica millenaria che permette di assumere un numero enorme di microrganismi vivi. Non a caso, questa pratica è nata in ogni cultura e si è diffusa in ogni parte del mondo: dallo yogurt al kefir, dai crauti al kimchi. 


Kefir e Yogurt: i classici della fermentazione

Lo yogurt è certamente la fonte più nota di lattobacilli, ma il kefir di latte è spesso considerato superiore per la complessità del suo profilo biologico.

Mentre lo yogurt tradizionale contiene solitamente due o tre specie batteriche, il kefir può ospitarne oltre trenta, inclusi lieviti benefici che lavorano in sinergia per migliorare la salute dell'organismo (Bourrie et al., 2016) [5].


Verdure fermentate: crauti e kimchi

I crauti (cavolo fermentato) e il kimchi coreano sono veri e propri concentrati di batteri dell'acido lattico. La fermentazione naturale non solo preserva le verdure, ma aumenta la biodisponibilità di vitamine.

Consumare alcuni alimenti fermentati di origine vegetale prima dei pasti può stimolare la produzione di enzimi, favorendo una digestione più fluida e riducendo il gonfiore (Swanson et al., 2020) [6].


Bevande e tradizioni orientali: Kombucha, Miso e Tempeh

  • Kombucha: un tè fermentato ricco di acidi organici e microrganismi che supportano l'equilibrio del microbiota.

  • Miso e Tempeh: pilastri della cucina asiatica a base di soia fermentata. Il miso, in particolare, contiene il Bacillus subtilis, un ceppo molto resistente che contribuisce al benessere intestinale anche in condizioni acide difficili.

Alimenti probiotici: tipologie e benefici principali

Le informazioni seguenti si basano sulla letteratura scientifica recente, tra cui Marco et al. 2017 [7]. Gli alimenti fermentati possono contribuire alla diversità del microbiota, ma la presenza di microrganismi vivi dipende dal prodotto.

Alimento Tipologia Caratteristica principale Beneficio chiave
Yogurt Latticino Fonte di lattobacilli e fermenti lattici. Può favorire la digestione del lattosio e il comfort digestivo.
Kefir Latticino o acqua Può contenere una grande varietà di ceppi fermentativi, anche oltre 30 secondo la matrice [5]. Contribuisce alla diversità della flora intestinale.
Crauti Vegetale Ricchi di batteri lattici se non pastorizzati. Supporto al microbiota e apporto di fibre vegetali.
Kimchi Vegetale Alimento fermentato speziato, ricco di batteri lattici. Supporto al benessere intestinale nel contesto di un’alimentazione varia.
Kombucha Bevanda Tè fermentato naturalmente frizzante. Può contribuire alla varietà degli alimenti fermentati nella dieta.
Miso Soia Alimento fermentato a base di soia, con microrganismi legati alla fermentazione. Interessante per diversificare le fonti fermentate, soprattutto se non sottoposto a cottura prolungata.

Per preservare i microrganismi vivi, è preferibile scegliere prodotti non pastorizzati e consumarli secondo le indicazioni del produttore.

Probiotici vs Prebiotici: qual è la differenza?

Spesso si confondono questi due termini, così simili dal punto di vista linguistico eppure così diversi nell'ottica medica. 

Se i probiotici sono i protagonisti della salute intestinale, ovvero i batteri buoni che inviamo come rinforzo, i prebiotici sono il loro sostentamento.


I prebiotici si trovano principalmente in alimenti ricchi di fibre come aglio, cipolla, asparagi e banane. L'assunzione combinata di entrambi viene definita simbiotica ed è la strategia più efficace per mantenere l'equilibrio biologico nel lungo periodo (Gibson et al., 2017) [8].

Capita spesso di assumere gli uni senza dare la giusta importanza agli altri, finendo così per non riuscire a ripopolare l'intestino e a supportare la flora.



Nota dell'esperto. 

Per facilitare la comprensione, possiamo usare l'analogia del giardino: i probiotici sono i semi che piantiamo, mentre i prebiotici sono il fertilizzante (le fibre alimentari). Senza il giusto nutrimento, i batteri buoni non possono colonizzare l'intestino e moltiplicarsi.


Come integrare i probiotici nella dieta quotidiana


Introdurre probiotici naturali non deve essere un cambiamento drastico, ma un'abitudine graduale.


Non tutti sanno che il nostro organismo ha bisogno di tempo per accogliere la nuova popolazione batterica e stabilizzarla senza causare stress al sistema digerente, pena la comparsa di alcuni sintomi come il gonfiore. 


Consumo graduale: la prima vera regola

Il segreto è la costanza unita alla moderazione. È consigliabile iniziare con piccole porzioni di prodotti fermentati (ad esempio, un cucchiaio di crauti o mezzo bicchiere di kefir) per evitare picchi di fermentazione.

Un inserimento troppo rapido potrebbe infatti causare gonfiore addominale temporaneo, poiché la flora esistente deve riorganizzarsi per fare spazio ai nuovi arrivati.


Varietà e biodiversità: regola n2

Per una salute ottimale, non limitarti a una sola fonte. La rotazione degli alimenti è fondamentale: ogni prodotto, dal kimchi allo yogurt, apporta ceppi differenti.

Un microbiota ricco di specie diverse è più resiliente e capace di sostenere il sistema immunitario contro le aggressioni esterne. Ricorda che la varietà alimentare è la chiave per un mondo batterico interno prospero e bilanciato.Quando ricorrere agli integratori di probiotici?

Nonostante una dieta ricca di alimenti fermentati sia la base ideale, esistono circostanze della vita in cui il solo cibo non basta a garantire il benessere necessario. In questi casi, l'uso di un integratore specifico diventa una scelta strategica per ripristinare l'equilibrio (Hill et al., 2014) [9].


Supporto post-antibiotico e stress

Gli antibiotici, pur essendo farmaci salvavita, agiscono in modo indiscriminato eliminando anche la flora batterica buona.

Dopo un trattamento farmacologico, o durante periodi di forte stress che alterano il pH gastrico, l'assunzione di un prodotto ad alta concentrazione è fondamentale (Hempel et al., 2012) [10].

Gli integratori moderni sono formulati con miliardi di microrganismi vivi e attivi, protetti da capsule che ne garantiscono la consegna intatta nell'intestino.


Integrazione mirata: ecco la funzione dei ceppi

A differenza dei probiotici naturali presenti negli alimenti, che variano per quantità e specie, l'integrazione mirata permette di selezionare il batterio giusto per il bisogno specifico. Ad esempio:

  • Il Lactobacillus gasseri è spesso studiato per il suo ruolo nel metabolismo e nel controllo del peso (Kadooka et al., 2010) [11].

  • Il Bifidobacterium animalis è particolarmente indicato per regolarizzare il transito e ridurre il gonfiore.


Il consiglio di Nutripure. Quando si scelgono dei prodotti di integrazione, bisogna verificare che siano presenti informazioni chiare sui ceppi utilizzati e sulla stabilità del prodotto fino alla data di scadenza. Un buon integratore deve essere in grado di superare la barriera acida dello stomaco per arrivare vivo a destinazione.


Lo sapevate? 


Il termine "probiotico" deriva dal greco pro-bios, ovvero "a favore della vita". A differenza degli antibiotici, che eliminano i batteri (inclusi quelli benefici), i probiotici lavorano per ripopolare le colonie amiche del nostro intestino.

Quale fonte scegliere in base alla situazione?

Alimenti fermentati, supporti concentrati e formule mirate possono avere ruoli diversi a seconda dell’obiettivo di benessere intestinale.

Situazione Fonte consigliata Obiettivo principale
Benessere quotidiano Alimenti Mantenere la varietà della popolazione intestinale attraverso un’alimentazione varia.
Dopo l’uso di farmaci Supporto concentrato Favorire il riequilibrio della flora intestinale, soprattutto dopo trattamenti che possono modificarla.
Periodi di affaticamento Supporto concentrato Sostenere il benessere quotidiano quando alimentazione, stress o ritmo di vita mettono alla prova l’organismo.
Fastidi addominali Formule mirate Contribuire al comfort digestivo e ridurre la sensazione di pesantezza.
Supporto nutrizionale Formule arricchite Integrare nutrienti utili al normale funzionamento dell’organismo.

La scelta dipende dall’obiettivo, dalla sensibilità individuale e dal contesto: dieta, stress, farmaci e abitudini quotidiane possono influenzare l’equilibrio intestinale.

Conclusione: un impegno quotidiano per noi di Nutripure


Noi di Nutripure crediamo che la salute dell'organismo non possa prescindere da una gestione consapevole della dieta.


Una dieta varia resta il pilastro fondamentale per preservare l'armonia della popolazione batterica interna. Quando fattori esterni come stress, farmaci o abitudini scorrette compromettono questo equilibrio, insorge una condizione di alterazione che la sola alimentazione fatica a risanare.


In queste circostanze, optare per un supporto mirato e ad alta concentrazione diventa una scelta necessaria per ripristinare le normali funzioni del nostro organismo.


Puoi scoprire i probiotici della nostra linea, pensati per riequilibrare il microbiota. Il prodotto utilizza capsule gastroresistenti (DR Caps®) per garantire che i microrganismi arrivino intatti all’intestino, migliorando il comfort digestivo.


Quando le fonti alimentari non sono sufficienti, l'integrazione diventa un'opzione concreta: scopri quali sono i criteri per riconoscere i migliori probiotici sul mercato e come evitare i prodotti di bassa qualità.

Fonti:


[1] Mayer, E. A., Tillisch, K., Gupta, A. 2015 - Gut/brain axis and the microbiota. The Journal of Clinical Investigation.

[2] Cryan, J. F., Dinan, T. G. 2012 - Mind-altering microorganisms: the impact of the gut microbiota on brain and behaviour. Nature Reviews Neuroscience.

[3] Guarner, F., Malagelada, J. R. 2003 - Gut flora in health and disease. The Lancet.

[4] Vighi, G., Marcucci, F., Sensi, L., Di Cara, G., Frati, F. 2008 - Allergy and the gastrointestinal system. Clinical & Experimental Immunology.

[5] Bourrie, B. C., Willing, B. P., Cotter, P. D. 2016 - The Microbiota and Health Promoting Characteristics of Kefir. Frontiers in Microbiology.

[6] Swanson, K. S., et al. 2020 - The International Scientific Association for Probiotics and Prebiotics (ISAPP) consensus statement on the definition and scope of postbiotics. Nature Reviews Gastroenterology & Hepatology.

[7] Marco, M. L., et al. 2017 - Health benefits of fermented foods: microbiota and beyond. Current Opinion in Biotechnology.

[8] Gibson, G. R., et al. 2017 - Expert consensus document: The International Scientific Association for Probiotics and Prebiotics (ISAPP) consensus statement on the definition and scope of prebiotics. Nature Reviews Gastroenterology & Hepatology.

[9] Hill, C., et al. 2014 - Expert consensus document: The International Scientific Association for Probiotics and Prebiotics consensus statement on the scope and appropriate use of the term probiotic. Nature Reviews Gastroenterology & Hepatology.

[10] Hempel, S., et al. 2012 - Probiotics for the prevention and treatment of antibiotic-associated diarrhea: a systematic review and meta-analysis. JAMA.

[11] Kadooka, Y., et al. 2010 - Regulation of abdominal adiposity by probiotics (Lactobacillus gasseri SBT2055) in adults with obese tendencies: a randomized controlled trial. European Journal of Clinical Nutrition.


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