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Vitamina B1: la guida completa a benefici, funzioni e fonti di tiamina

Vitamina B1

Riassunto : 

  • La vitamina B1 (tiamina) contribuisce al normale metabolismo energetico e al corretto funzionamento del sistema nervoso.

  • Una carenza può causare stanchezza, irritabilità, debolezza muscolare e difficoltà di concentrazione.

  • Il fabbisogno aumenta quando cresce il consumo di carboidrati e durante periodi di intensa attività fisica.

  • Le principali fonti alimentari sono carne di maiale, fegato, pesce, cereali integrali, legumi e semi.

  • La vitamina B1 è sensibile al calore e può andare persa durante la bollitura prolungata degli alimenti.

  • L'integrazione isolata è raramente necessaria; spesso è più utile un complesso di vitamine del gruppo B ben formulato.

La vitamina B1, conosciuta anche come tiamina, è spesso definita la "scintilla" del metabolismo: senza una quantità adeguata di questa vitamina, l'organismo fatica a trasformare il cibo in energia utilizzabile dalle cellule. Questo aspetto riguarda in particolare i carboidrati


Quando l'apporto è insufficiente o l'assorbimento risulta compromesso, la produzione di energia a partire dai carboidrati può diventare meno efficiente e iniziano a comparire sintomi come stanchezza persistente, riduzione delle prestazioni fisiche e una spiacevole sensazione di "nebbia mentale".

Che cos'è la vitamina B1 (tiamina) e come funziona?


La tiamina è un nutriente idrosolubile appartenente al gruppo delle vitamine del complesso B. Dopo l'assunzione, tramite dieta o integrazione, viene assorbita principalmente nell'intestino tenue e trasportata al fegato, dove viene convertita nella sua forma biologicamente attiva: il tiamina pirofosfato (TPP), noto anche come tiamina difosfato (ThDP).


Il TPP agisce come coenzima, ovvero una molecola indispensabile affinché specifici enzimi possano svolgere correttamente la loro funzione. In particolare, partecipa alla decarbossilazione degli α-chetoacidi, una serie di reazioni fondamentali del metabolismo energetico che consentono di trasformare il piruvato e altri intermedi derivati dai carboidrati in acetil-CoA. Quest'ultimo entra nel ciclo di Krebs, permettendo ai mitocondri di produrre ATP (adenosina trifosfato), la principale fonte di energia utilizzata dalle cellule [1].


La vitamina B1 è inoltre un cofattore della transchetolasi, un enzima della via dei pentoso fosfati coinvolto nella sintesi dei nucleotidi e nella produzione di NADPH, una molecola essenziale per la protezione delle cellule dallo stress ossidativo. 

I principali benefici della vitamina B1 per l'organismo



Grazie al suo ruolo di coenzima, contribuisce al normale metabolismo energetico, al funzionamento del sistema nervoso e della funzione cardiaca [2]. 

immagine al microscopio di cellule del sistema nervoso.

1. Ottimizzazione del metabolismo dei carboidrati


La vitamina B1 contribuisce al normale metabolismo energetico agendo come coenzima nella sua forma biologicamente attiva, il tiamina pirofosfato (TPP). Questo coenzima è indispensabile per l'attività di enzimi coinvolti nella degradazione dei carboidrati, consentendo la conversione del glucosio in ATP (adenosina trifosfato), la principale fonte di energia utilizzata dalle cellule. 


Inoltre, poiché è strettamente coinvolta nell'utilizzo dei carboidrati, e in particolare di quelli semplici, il suo fabbisogno tende ad aumentare con l'incremento dell'apporto glucidico nella dieta [3]. Anche le persone che praticano attività fisica intensa possono avere esigenze più elevate di tiamina, poiché l'aumento del dispendio energetico e dell'ossidazione dei carboidrati comporta una maggiore richiesta dei coenzimi coinvolti nel metabolismo energetico [4].


2. Supporto al sistema nervoso e alle funzioni cognitive


La vitamina B1 è importante per il corretto funzionamento del sistema nervoso e partecipa ai diversi processi metabolici che coinvolgono le cellule nervose, anche in presenza dei fisiologici processi ossidativi che avvengono all’interno del corpo umano [5]. La tiamina è inoltre coinvolta nella sintesi di alcuni neurotrasmettitori e nel metabolismo cerebrale. 


Una carenza di vitamina B1 può compromettere questi meccanismi e manifestarsi con sintomi come difficoltà di concentrazione, irritabilità, riduzione del focus mentale e affaticamento; nei casi più gravi, il deficit può determinare alterazioni neurologiche anche permanenti [6]. 


3. Salute del muscolo cardiaco


Il cuore è uno degli organi con il più elevato consumo di energia dell'organismo. Per mantenere una contrazione continua ed efficiente, è necessario un metabolismo ossidativo costante, nel quale la vitamina B1 svolge un ruolo fondamentale come coenzima nella produzione di ATP.


Storicamente, una grave carenza di vitamina B1 è stata associata al beri-beri umido, una forma della malattia caratterizzata da alterazioni della funzione cardiovascolare e insufficienza cardiaca ad alta portata [7]. Sebbene questa condizione sia oggi rara nei Paesi industrializzati, una carenza subclinica può essere presente in alcuni soggetti a rischio, come persone con malassorbimento, abuso cronico di alcol o pazienti in terapia con diuretici. 

Carenza di vitamina B1: sintomi e soggetti a rischio


Poiché la tiamina viene immagazzinata solo in quantità limitate nell'organismo e il suo ricambio è relativamente rapido, un apporto insufficiente può portare alla comparsa di alterazioni nel giro di poche settimane. In alcuni casi potrebbe essere utile valutare l’assunzione di un integratore con multivitamine (qui una guida alla scelta del miglior integratore).

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primi segnali di una possibile insufficienza di tiamina sono spesso aspecifici e possono includere:

  • stanchezza persistente e ridotta energia;

  • irritabilità e cambiamenti dell'umore;

  • debolezza muscolare;

  • perdita di appetito;

  • difficoltà di concentrazione e riduzione delle capacità cognitive.

Le conseguenze di una carenza grave


Nei casi più severi, un deficit prolungato di vitamina B1 può causare patologie specifiche. Una delle più conosciute è il beri-beri, una condizione storicamente associata alle popolazioni che consumavano prevalentemente riso brillato, un alimento privato della parte esterna del chicco dove si concentra gran parte della tiamina.


Un'altra manifestazione importante è la sindrome di Wernicke-Korsakoff, osservata frequentemente in persone con abuso cronico di alcol. L'alcol può infatti ridurre l'assorbimento intestinale della vitamina B1, limitarne l'utilizzo da parte delle cellule e compromettere le riserve dell'organismo [7].


I principali fattori che possono ridurre la disponibilità di tiamina


Alcuni cibi e abitudini alimentari possono interferire con l'apporto o l'utilizzo della vitamina B1 (i cosiddetti “ladri” di tiamina) :

  • Eccesso di alcol: può alterare l'assorbimento intestinale e aumentarne il rischio di deficit, soprattutto in caso di consumo cronico.

  • Cotture prolungate: essendo una vitamina idrosolubile e sensibile al calore, la tiamina può disperdersi nell'acqua di cottura, riducendo il contenuto finale degli alimenti.

  • Consumo elevato di tè e caffè vicino ai pasti: un consumo molto elevato di tè o caffè in prossimità dei pasti potrebbe ridurre la disponibilità della tiamina, anche se l'impatto nella dieta abituale, specie se varia ed equilibrata, appare generalmente limitato.

Alimenti ricchi di vitamina B1: dove trovarla a tavola


Tra le fonti animali più interessanti troviamo soprattutto la carne di maiale, considerata uno degli alimenti con il contenuto più elevato, oltre al fegato e ad alcuni tipi di pesce, tra cui tonno, trota e cozze. Anche diverse fonti vegetali possono fornire quantità rilevanti di vitamina B1: ad esempio, lievito di birra, il germe di grano, i cereali integrali, i legumi come ceci e lenticchie, i semi di girasole e la frutta a guscio rappresentano alimenti particolarmente interessanti per aumentare l’apporto quotidiano [8].


Un aspetto importante riguarda la raffinazione dei cereali. La maggior parte della vitamina B1 contenuta nei cereali si trova negli strati esterni del chicco, che vengono rimossi durante i processi industriali. La lavorazione può infatti determinare perdite superiori all’80% del contenuto iniziale di vitamina B1, rendendo la scelta di alimenti integrali una strategia utile per migliorare la qualità nutrizionale della dieta.

Alimenti ricchi di vitamina B1

Tabella tecnica Nutripure: profilo della vitamina B1

Profilo Nutrizionale: Vitamina B1 (Tiamina)

Scheda tecnica di sintesi sui principali parametri fisiologici e biochimici della vitamina B1, utile per comprenderne il fabbisogno, la stabilità e le interazioni.

Parametro Fisiologico Valore e Dettagli Biologici
Fabbisogno Giornaliero (RDA) Da ~1,1 mg a 1,2 mg per gli adulti; il fabbisogno aumenta negli sportivi a causa del maggior turnover energetico.
Natura Chimica Vitamina idrosolubile e termolabile: sensibile al calore, alla luce e al pH alcalino, con rischio di degradazione durante la cottura.
Sinergie Vincenti Vitamina B2 Vitamina B3 Vitamina B5 Vitamina B6
Agisce in pool con l'intero complesso vitaminico B per il metabolismo energetico.
Principali Inibitori
  • Alcol
  • Caffè
  • Bicarbonato di sodio (usato nella cottura delle verdure)

Dati indicativi a scopo informativo. Il fabbisogno individuale può variare in base a età, sesso e livello di attività fisica.

Quando è utile integrare la vitamina B1?


Nella maggior parte dei casi, una dieta varia ed equilibrata permette di coprire il fabbisogno di vitamina B1 senza la necessità di un'integrazione specifica. Per un utilizzo quotidiano può quindi essere più interessante scegliere un complesso di vitamine del gruppo B, come quello contenuto nel multivitaminico Nutripure, perché questi nutrienti partecipano a processi collegati tra loro all'interno dell'organismo.


Le vitamine del gruppo B possono infatti essere paragonate agli elementi di una stessa catena metabolica: la vitamina B1, insieme a B2, B6 e B12, contribuisce al normale metabolismo energetico e al corretto funzionamento del sistema nervoso. 

Fonti :


[1] Kaźmierczak-Barańska, J., et al. Thiamine (Vitamin B1) - An Essential Health Regulator. Nutrients, 2025.
[2] Turck, D., et al. Dietary reference values for thiamin. EFSA Journal, 2016. 
[3] Lonsdale, D. A Review of the Biochemistry, Metabolism and Clinical Benefits of Thiamin(e) and Its Derivatives. Evidence-Based Complementary Alternative Medicine, 2006. 
[4] Manore, M. Effect of physical activity on thiamine, riboflavin, and vitamin B-6 requirements. The American Journal of Clinical Nutrition, 2000. 
[5] Baltrusch, S. The Role of Neurotropic B Vitamins in Nerve Regeneration. Biomed Res Int. 2021.
[6] Bozic, I., Lavrnja, I. Thiamine and benfotiamine: Focus on their therapeutic potential. Heliyon, 2023. 
[7] Wiley, D.W., Singh, J. Vitamin B1 (Thiamine) Deficiency. Stat Pearls Publishing, 2026.
[8] Bettendorff, L. Thiamin. In: Erdman JW, Macdonald IA, Zeisel SH, eds. Present Knowledge in Nutrition, 2012.


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