Riassunto :
La vitamina B9 è una vitamina idrosolubile essenziale, essenziale per la sintesi del DNA, la divisione cellulare e la normale formazione dei globuli rossi.
Una percentuale stimata tra il 15% e il 40% della popolazione mondiale presenta una mutazione genetica dell'enzima MTHFR, che impedisce la corretta conversione dell'acido folico nella sua forma attiva.
Molti integratori di vitamina B9 utilizzano ancora l’acido folico sintetico (pteroil-monoglutammato), che necessita di diversi passaggi enzimatici prima di essere trasformato nella forma utilizzabile dalle cellule. Per questo motivo, alcune formulazioni, come il multivitamine di Nutripure, scelgono direttamente il metilfolato, una forma già attiva che può essere utilizzata direttamente dall’organismo.
I primi benefici dell’acido folico sui livelli di energia e sul profilo ematico si osservano dopo 4-8 settimane di assunzione regolare.
Per un corretto assorbimento, la vitamina B9 deve lavorare in sinergia con la vitamina B12 (metilcobalamina).
La vitamina B9 è un nutriente idrosolubile essenziale, spesso definita la “vitamina dello sviluppo cellulare”, poiché svolge un ruolo fondamentale nella sintesi del DNA, nella divisione cellulare e nella formazione dei globuli rossi. Contribuisce inoltre al normale metabolismo dell'omocisteina e riveste un'importanza particolare durante la gravidanza, quando il fabbisogno aumenta per sostenere la crescita dei tessuti materni e lo sviluppo del feto [1].
Mentre i termini vitamina B9, acido folico e folati vengono spesso utilizzati come sinonimi, dal punto di vista biochimico non sono equivalenti.
I folati sono le forme naturalmente presenti negli alimenti, soprattutto nelle verdure a foglia verde, nei legumi e nel fegato. L'acido folico, invece, è una molecola sintetica impiegata nella fortificazione alimentare e in molti integratori. Sebbene appartengano alla stessa famiglia di vitamine, queste forme seguono vie metaboliche differenti e non vengono utilizzate dall'organismo allo stesso modo [2].
Tabla de contenidos / Sommario
Vitamina B9 e acido folico: qual è la differenza reale?
I folati alimentari sono generalmente presenti come poliglutammati, molecole che vengono trasformate durante la digestione prima dell'assorbimento nell'intestino.
L'acido folico, invece, è una forma ossidata e stabile che non è direttamente utilizzabile dalle cellule. Dopo l'assunzione, deve infatti essere trasformato inizialmente dall'enzima diidrofolato reduttasi (DHFR), che converte l'acido folico nella sua forma ridotta, il diidrofolato (DHF), e successivamente nel tetraidrofolato (THF). Questo passaggio rappresenta una tappa necessaria perché la vitamina B9 possa entrare nel ciclo dei folati e partecipare alle numerose reazioni metaboliche che avvengono ogni giorno nell'organismo.
Tuttavia, nell'essere umano l'attività dell'enzima DHFR è relativamente bassa rispetto ad altre specie, soprattutto quando l'apporto attraverso la dieta, alimenti fortificati o integratori supera la capacità di conversione enzimatica. In queste condizioni può comparire nel sangue una quota di acido folico non metabolizzato (UMFA, Unmetabolized Folic Acid) [2].
La presenza di acido folico non metabolizzato (UMFA) è stata osservata soprattutto dopo assunzioni elevate di acido folico. Sebbene alcuni stufi ipotizzano un possibile ritardo nella diagnosi di un deficit di B12, il suo significato clinico è ancora oggetto di studio [3].
Un altro elemento da considerare riguarda l'enzima MTHFR (metilentetraidrofolato reduttasi), deputato alla conversione del 5,10-metilentetraidrofolato nella forma attiva 5-MTHF (5-metiltetraidrofolato), conosciuta anche come metilfolato, la B9 utilizzata direttamente nel ciclo della metilazione.
Alcune varianti del gene MTHFR, che sembrerebbero coinvolgere tra il 15% e il 40% della popolazione mondiale, possono ridurre l'efficienza di questo enzima. È importante precisare che una variante MTHFR non significa automaticamente avere una carenza di vitamina B9 o un problema di salute, ma può influenzare la capacità individuale di convertire alcune forme di folato nella forma attiva.
Per questo motivo molti integratori utilizzano direttamente il 5-MTHF, una forma già biologicamente attiva che può rappresentare un'alternativa particolarmente interessante anche nei soggetti portatori di alcune varianti del gene MTHFR [2].
I principali benefici della vitamina B9 per la salute
La vitamina B9 è coinvolta in numerosi processi fondamentali per l'organismo. I suoi effetti sono particolarmente rilevanti durante la gravidanza, nella normale emopoiesi e nel metabolismo cellulare.
1. Protezione in gravidanza e prevenzione dei difetti del tubo neurale
Numerosi studi hanno dimostrato che un'adeguata assunzione di acido folico nel periodo peri-concezionale riduce significativamente il rischio di difetti del tubo neurale, come spina bifida e anencefalia. Il tubo neurale, da cui si svilupperanno cervello e midollo spinale, si chiude infatti entro i primi 28 giorni di gestazione, spesso prima che la donna sia consapevole della gravidanza.
Le principali linee guida internazionali raccomandano di iniziare l'integrazione con acido folico, anche contenuto in un multivitaminico, almeno un mese prima del concepimento e di proseguirla durante il primo trimestre, secondo le indicazioni del medico [4].
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2. Controllo dell'omocisteina e protezione cardiovascolare
La vitamina B9, nella sua forma attiva 5-MTHF (5-metiltetraidrofolato o metilfolato), partecipa alla rimetilazione dell'omocisteina, fornendo un gruppo metile necessario per convertirla in metionina attraverso una reazione dipendente anche dalla vitamina B12. Questo processo è fondamentale per mantenere efficiente il ciclo della metionina e la produzione di S-adenosilmetionina (SAMe), il principale donatore di gruppi metilici dell’organismo.
Quando il metabolismo dei folati è compromesso, ad esempio per un apporto insufficiente di vitamina B9, vitamina B12 o per alterazioni degli enzimi coinvolti nella conversione dei folati, i livelli di omocisteina nel sangue possono aumentare. L’iperomocisteinemia è stata associata a un maggiore rischio cardiovascolare (ictus e infarto) [5], oltre che ad alterazioni correlate alla salute neurologica e cognitiva [6].
3. Ematopoiesi, energia e riduzione della stanchezza
La vitamina B9 svolge un ruolo fondamentale nell’ematopoiesi, il processo attraverso cui il midollo osseo produce le cellule del sangue, tra cui anche i globuli rossi.
Una carenza della vitamina può invece portare alla formazione di globuli rossi anormalmente grandi e immaturi, con una funzionalità ridotta nel trasportare ossigeno ai tessuti (una condizione definita anemia megaloblastica). La conseguenza può essere una sensazione persistente di affaticamento, debolezza e ridotta capacità di sostenere gli sforzi fisici, poiché muscoli e organi ricevono meno ossigeno rispetto alle normali condizioni fisiologiche [7].
Carenza di Vitamina B9 : sintomi, cause e soggetti a rischio
I primi sintomi di una carenza di B9 possono essere poco specifici e includere:
stanchezza persistente;
debolezza;
difficoltà di concentrazione;
irritabilità e perdita di appetito;
afte orali e alterazioni delle mucose;
Quando il deficit diventa più importante, una ridotta produzione dei globuli rossi può portare ad anemia megaloblastica, una condizione caratterizzata dalla presenza di cellule del sangue anomale e meno efficienti nel trasporto di ossigeno [8].
Principali cause di una carenza di acido folico
Tra le principali cause alla base di un deficit di vitamina B9 nel sangue troviamo:
Dieta povera di folati e cottura degli alimenti
Una delle cause più comuni di carenza è un apporto insufficiente attraverso la dieta. I folati si trovano soprattutto in alimenti vegetali, come le verdure a foglia verde, ma anche in legumi e frutta secca. Tuttavia, la loro presenza può ridursi durante cotture prolungate.
Malassorbimento intestinale
Patologie intestinali croniche come celiachia e morbo di Crohn possono ridurre la capacità dell’organismo di assimilare correttamente i nutrienti e aumentare il rischio di deficit.
Varianti genetiche MTHFR e metabolismo dei folati
Il gene MTHFR codifica un enzima coinvolto nella trasformazione dei folati nella loro forma biologicamente attiva, il 5-MTHF (metilfolato). Alcune varianti genetiche, presenti complessivamente in una quota significativa della popolazione, possono ridurre l’efficienza di questo passaggio, modificando la capacità individuale di utilizzare determinate forme di vitamina B9.
Alcol e farmaci: fattori che aumentano il rischio
Un consumo elevato di alcol, così come alcuni farmaci, come la pillola anticoncezionale, gli antifolati, come il metotrexato, e alcuni farmaci antiepilettici (come fenitoina e carbamazepina), possono interferire con il metabolismo della vitamina B9.
Alimenti ricchi di vitamina B9: dove trovarla a tavola
I folati si trovano soprattutto in alimenti vegetali come verdura a foglia verde e alcuni ortaggi (spinaci, bietole, broccoli, asparagi e carciofi), legumi (ceci, lenticchie, fagioli e piselli), frutta (tra cui avocado, kiwi, arance, mango e fragole), frutta secca (come arachidi, semi di girasole, mandorle e noci). Anche il fegato e il lievito di birra ne contengono una buona quantità.
Al tempo stesso, la vitamina B9 è una molecola sensibile al calore, alla luce e alla conservazione a lungo termine. Le perdite possono essere molto elevate durante cotture prolungate, arrivando in alcuni casi fino al 90% del contenuto totale di folati. Per questo motivo, è preferibile consumare le verdure fresche, crude oppure scegliere metodi di cottura brevi e poco aggressivi, come il vapore.
Come e quando scegliere il miglior integratore di vitamina B9?
L’integratore Nutripure utilizza il 5-MTHF (metilfolato di calcio / Quatrefolic®), una forma di vitamina B9 ad alta biodisponibilità che non richiede la stessa conversione metabolica dell’acido folico tradizionale. Inoltre, il metilfolato viene abbinato ad altre vitamine del gruppo B, come la vitamina B12 metilcobalamina e la vitamina B6 P-5-P, entrambe coinvolte nel ciclo della metilazione e nel metabolismo dell’omocisteina.
Le capsule sono inoltre interamente vegetali e sono formulate senza additivi chimici non necessari.
Acido folico vs Metilfolato (5-MTHF)
Acido Folico vs Metilfolato (5-MTHF)
Il confronto seguente mette a confronto l'acido folico sintetico standard e il metilfolato attivo (5-MTHF), la forma coenzimatica naturale utilizzata da Nutripure.
| Criterio di Qualità | Acido Folico Standard (sintetico) | Metilfolato Attivo (5-MTHF / Nutripure) |
|---|---|---|
| Origine Strutturale | Sintesi chimica pura | Forma coenzimatica naturale attiva |
| Impatto Mutazione MTHFR | Inutilizzabile o scarsamente convertito | Efficace al 100% (aggira il blocco genetico) |
| Rischio Accumulo nel Sangue | Alto (UMFA circolante non metabolizzato) | Nullo (utilizzato immediatamente dalle cellule) |
| Assorbimento Cellulare | Richiede 4 passaggi enzimatici complessi | Diretto e immediato nel plasma |
Per le persone con mutazione del gene MTHFR, il metilfolato attivo rappresenta la forma bioattiva già pronta all'uso cellulare, evitando i passaggi di conversione richiesti dall'acido folico sintetico.
Fonti:
[1] Brigham, J. M., Mc Murry, J. P. Folic Acid. StatPearls, 2023.
[2] Carboni, L. Active Folate Versus Folic Acid: The Role of 5-MTHF (Methylfolate) in Human Health. Integrated Medicine, 2022.
[3] EFSA Panel on Nutrition, Novel Foods and Food Allergens (NDA Panel). Scientific opinion on the tolerable upper intake level for folate. EFSA Journal, 2023.
[4] Czeizel, A.E., Dudás, I. Prevention of the first occurrence of neural-tube defects by periconceptional vitamin supplementation. N Engl J Med, 1992.
[5] Wierzbicki, A.S. Homocysteine and cardiovascular disease: a review of the evidence. Diab Vasc Dis Res, 2007.
[6] Smith, A.D., Refsum, H. Homocysteine, B Vitamins, and Cognitive Impairment. Annual Review of Nutrition, 2016.
[7] Socha, D.S., et al. Severe megaloblastic anemia: Vitamin deficiency and other causes. Cleve Clin J Med, 2020.
[8] Baddam, S. et al. Folic Acid Deficiency. StatPearls, 2026.